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Più alberi, meno smog: bonus verde prorogato per tre anni

Lotta all'inquinamento e al cambiamento climatico

Dalla riqualificazione di giardini privati e dalla realizzazione di giardini pensili e coperture a verde può arrivare un contributo fondamentale alla lotta all’inquinamento nelle città e al cambiamento climatico.

A dirlo è Coldiretti Toscana sulla base dei dati Istat sul verde urbano pro capite secondo cui la Toscana, nonostante un leggero miglioramento, è ancora al di sotto della media nazionale.

“Ecco perché la proroga triennale del bonus verde, da noi fortemente sostenuta, rappresenta un elemento di ulteriore spinta verso una migliore qualità della vita delle città. I cittadini possono, e devono giocare un ruolo centrale, nella lotta all’inquinamento e ai cambiamenti climatici. Le loro abitazioni, i loro giardini così come terrazzi, sono polmoni green nel cuore delle città. Sono tanti piccoli polmoni che ci fanno respirare meglio. – spiega Fabrizio Filippi, presidente Coldiretti Toscana – La proroga del bonus verde prevede la detrazione ai fini Irpef nella misura del 36% delle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private e condominiali di edifici esistenti, di unità immobiliari, pertinenze o recinzioni come giardini e terrazze, per la realizzazione di impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde e giardini pensili ma anche la messa a dimora di nuove piante”.

Ogni toscano ha a disposizione 23,1 metri quadrati di verde urbano contro una media nazionale nei capoluoghi di 33,8 metri quadri. Le uniche città capoluogo che si avvicinano alla al traguardo nazionale sono Grosseto con 33,7 metri quadrati pro-capite e Prato con 32,3.

“E’ evidente che anche il pubblico deve fare di più – commenta Filippi – per aumentare la disponibilità di verde delle città investendo su giardini ed aree pubbliche, piantumando più alberi e rigenerando spazi urbani abbandonati”.

Per combattere gli effetti dell’inquinamento indoor Coldiretti Toscana, insieme ad AssoFloro, Affi e Anci Toscana ha presentato la scorsa settimana a Lucca il progetto per introdurre le piante anti-inquinamento nelle nostre case, uffici e scuola coinvolgendo le imprese florovivaistiche toscane. Secondo lo studio del dipartimento di BioEconomia del Cnr le più efficaci sono la dracena, conosciuta anche con il nome di albero del drago, il filodendro, il falangio, lo spatifillo capace di rimuovere quantità notevolissime di acetone, metanolo, benzene e ammoniaca e la gerbera, che assorbono più del 80% di inquinati indoor. L’edera vicino al computer, appesa o in una ciotola, è la pianta perfetta contro la formaldeide così come accanto ad una stampante ci sta benissimo la violetta africana (Saintpaulia). Tra le piante fiorite ci sono il ciclamino, la begonia, l’aloe e la stella di Natale di cui la Versilia è il principale polo produttivo italiano. Le piante assorbono l’aria cattiva, impregnata di Co2, batteri e funghi, per rilasciare aria pulita. Sono filtri biologici che, se usati in abitazioni, uffici e scuole, migliorano la qualità dell’aria ed il nostro benessere psicofisico, contribuiscono al nostro buonumore e danno un tocco green, in tutti i sensi, al quotidiano. Tra le piante notturne ci sono, secondo la ricerca del Cnr, la Sanseveria così come la Kalanchoe che bene si adatta ad una vita con scarse annaffiature e concimazioni, la Crassula ovata o albero di giada e l’aloe vera che divorano il benzene. La caratteristica di queste piante è quella di assorbire Co2 e produrre ossigeno anche durante la notte ed in assenza di luce.

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