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Filiera corta, da mille ettari di bosco nasce a Lucca la Fabbrica del cippatino

I residui boschivi vengono raccolti dalle aziende, portati all'impianto di Sesto a Moriano e trasformati in cippatino

Produrre energia a chilometri zero attraverso la gestione attiva di oltre mille ettari di bosco valorizzando i residui forestali e contrastando il fenomeno dell’abbandono, del rischio incendi, della diffusione di parassiti e del dissesto idrogeologico.

Dai boschi di Villa Basilica e della lucchesia, l’energia per scaldare case e ambienti produttivi, attraverso una produzione meccanizzata che innova e industrializza un processo contadino ideato dall’Azienda agricola Fratelli Travaglini nel Chianti: trasformare lo scarto della lavorazione del legno destinato ad altre destinazioni (segherie, produzione di tannino, paleria) in una risorsa a chilometro zero, il cippatino.

E’ iniziata ufficialmente l’era della Fabbrica dei Cippatino, l’impianto prototipo inaugurato a Sesto a Moriano al centro del progetto integrato di filiera cofinanziato dalla Regione Toscana attraverso il Piano di sviluppo rurale Energia dal Territorio 100% che ha unito 14 aziende forestali per quasi due milioni di investimenti. Capofila del progetto è il consorzio forestale Villa Basilica. Il progetto è stato promosso dall’Agenzia formativa di Coldiretti Toscana Caict partner del Pif Forestale nell’ambito della presentazione che si è tenuta alla presenza dei partner, rappresentanti delle istituzioni e delle autorità locali.

Fabbrica del cippatino

“La produzione di energia da biomasse a filiera corta, con scarti forestali provenienti dai nostri boschi seguendo una gestione attiva del patrimonio boschivo, rappresenta un esempio di sviluppo sostenibile delle energie alternative, interessante ed utile anche per contrastare le importazioni di pellet e biomasse soprattutto provenienti dall’est Europa o dal Nord America – analizza Andrea Elmi, presidente Coldiretti Lucca –. Molti ettari dei nostri boschi appartengono ai privati che non hanno strumenti per gestirli; molti di questi ettari si trovano in zone molto difficili da raggiungere. Il risultato è un abbandono diffuso che è causa sempre più frequenti di problematiche molto serie che ricadono su tutta la comunità come incendi e dissesti idrogeologici. Il valore di questo progetto è quello di tornare a curare i nostri boschi, attraverso una gestione sostenibile, per renderli nuovamente una risorsa economica, sociale ed ambientale”.

Il progetto integrato di filiera Energia dal Territorio 100% riguarda almeno un centinaio gli addetti, tra diretti ed indiretti, coinvolti lungo tutta la filiera tra imprese forestali, consorzi forestali e acquirenti. I residui boschivi vengono raccolti dalle aziende, portati alla Fabbrica di Sesto a Moriano e trasformati in cippatino.

“I residui forestali – spiega Giovanni Ciniero, presidente del Consorzio Forestale Villa Basilica – provengono da oltre mille ettari di boschi dislocati in tutta la lucchesia, provincia di Lucca e Cerbaie, ma principalmente a Villa Basilica. Oltre ai boschi in gestione dei Consorzi Forestali, vanno considerati quelli direttamente gestiti e lavorati dalle aziende forestali tra Garfagnana, Media Valle, Piana di Lucca e Versilia, che fanno parte del Pif. Il punto di forza di questo progetto è il rispetto del principio di programmazione nella gestione dei boschi, per cui i tagli delle piante avvengono sulla base di processi sostenibili e rispettosi dei tempi di ricrescita delle stesse. Nulla viene sprecato, tutto viene valorizzato per produrre una biomassa a km zero, sostenibile e di qualità. I nostri boschi erano una risorsa ieri, e lo sono ancora oggi. Nostro obiettivo è arrivare alla certificazione delle nostre foreste”.

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