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L’azienda annuncia 10 esuberi, sciopero alla Tolentino: “Situazione inaccettabile” foto

Presidio davanti allo stabilimento di Carraia. I lavoratori hanno deciso di incrociare le braccia per tutta la giornata

“Una situazione inaccettabile”. È questo il commento, tra rabbia e preoccupazione, dei lavoratori della cartiera del Tolentino (ex Papergroup guidata dall’imprenditore Bruno Zago, proprietario del gruppo cartario ProGest) dopo la comunicazione dello smantellamento delle linee produttive dallo stabilimento di Carraia, con il trasferimento di alcune produzioni in altri stabilimenti fuori regione, e la chiusura dello stabilimento di Coselli con il trasferimento delle produzioni nei locali di Carraia.

Sciopero azienda Tolentino a Carraia

Tolentino, a rischio il futuro dei lavoratori di Carraia e Coselli: proclamato lo sciopero

I lavoratori coinvolti sarebbero circa 50, gli esuberi una decina. Oggi (12 gennaio) è scattato uno sciopero per l’intera giornata proclamato dai sindacati Slc e Uilcom e dalle Rsu, con un presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento di Carraia dalle 11,30 di questa mattina. Presenti, tra gli altri, Simone Tesi (Slc Cgil) e Massimiliano Bindocci (Uil).

“I lavoratori hanno deciso di incrociare le braccia per tutta la giornata con uno sciopero di 24 ore a seguito della notizia comunicata dall’azienda della volontà di smontare le linee produttive dello stabilimento di Carraia dismettendole, quindi bloccando la produzione e portandoci poi il lavoro che viene svolto nell’altro stabilimento di Coselli – affermano sindacati e Rsu -. Per noi vorrebbe dire una riduzione dell’attività lavorativa e quindi anche una possibile riduzione del personale, cosa che l’azienda ha detto in maniera piuttosto sibillina dichiarando che una volta fatte tutte le operazioni ci saranno circa una decina di esuberi senza dare ulteriori specifiche. Questa comunicazione è inaccettabile perché manca degli approfondimenti e delle spiegazioni necessarie”.

I sindacati attaccano anche le modalità con cui è avvenuta la comunicazione: “Sono inaccettabili. Le persone sono state avvicinate il 5 di gennaio, a ridosso dell’Epifania, e gli è stato detto ciò che abbiamo cercato di riassumere precedentemente con la promessa che sarebbe arrivata una comunicazione ulteriormente chiarificatrice e l’apertura di un tavolo. Ma ad oggi, dopo sei giorni, nonostante i solleciti e le richieste fatte in maniera formale, non siamo ancora stati convocati dall’azienda. Quindi lo sciopero è stata una istintiva e naturale reazione. Laddove l’azienda continuasse a non rispondere, le iniziative di carattere sindacale, come scioperi o mobilitazioni a livello generale, continueranno anche nelle settimane prossime e a questo punto chiederemo anche il coinvolgimento delle istituzioni e l’apertura di un tavolo di crisi”.

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