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Cartiera Tolentino, un altro giorno di sciopero: chiesto un tavolo sulla crisi

I sindacati: "L'azienda non ha ancora chiarito i motivi delle sue decisioni"

Nella giornata di oggi (14 gennaio), i lavoratori della Tolentino degli stabilimenti di Carraia e Coselli hanno fatto un’ulteriore giornata di sciopero, con un altro presidio sui cancelli dello stabilimento di Carraia, per protestare contro la decisione dell’azienda di portare via una parte dei macchinari e delle produzioni e procedere al licenziamento di una decina di lavoratori.

“Alla mobilitazione – spiegano Slc e Uilcom – si è unita anche la cartiera, nella consapevolezza da parte di tutti che un ridimensionamento degli asset aziendali può avere ripercussioni su tutti. L’azienda ancora non ha fornito nessun tipo di spiegazione della scelta fatta. Dopo molti solleciti si è limitata ad offrire una prima possibilità di incontro per la prossima settimana, ma oltre non è andata. I lavoratori non hanno nemmeno disposizioni su come si dovrebbero comportare da lunedì, visto il fermo di altri macchinari per lo smontaggio”.

“Ovvio che – spiegano Simone Tesi di Slc Cgil e Massimiliano Bindocci di Uilcom – la tensione sia salita e abbia portato i lavoratori a decidere di incrociare ancora le braccia a sostegno di una vertenza, l’ennesima, dopo la crisi e il fallimento della Papergroup (società dalla quale la Tolentino ha rilevato l’intero compendio aziendale), che li vede ancora impegnati a difendere i loro posti di lavoro. Questo, nonostante le numerose rassicurazioni fatte dall’attuale proprietà (la famiglia Zago, proprietaria del gruppo Pro-gest di Treviso), che, non più tardi di qualche settimana fa, aveva rassicurato sulla sicurezza di tutti i posti di lavoro. Questa viene vista da tutti come una presa in giro resa anche dal silenzio di cui si è circondata tutta la direzione, dopo l’annuncio delle novità, fatto il 5 di gennaio”.

Al presidio sono anche intervenute rappresentanze delle istituzioni locali che hanno assunto l’impegno, dietro richiesta esplicita delle Rsu e delle organizzazioni sindacali ad attivare un tavolo di crisi, per seguire direttamente gli sviluppi della vicenda. A giorni, questa richiesta verrà formalizzata dalle parti sindacali.

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