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Con le sanzioni alla Russia e la chiusura dello spazio aereo a rischio l’arrivo di 750mila turisti in Toscana

La preoccupazione di Coldiretti: "Ripartenza rallentata da nuovi fattori"

La guerra in Ucraina, le sanzioni alla Russia e la chiusura dello spazio aereo per i voli civili che sta costringendo le compagnie a ridisegnare le rotte mettono a rischio l’arrivo di 750 mila turisti in Toscana provenienti dalla Russia ma anche dai paesi limitrofi e dalle destinazioni dell’Asia.

Tanti sono i viaggiatori provenienti dalle aree oggi interessate direttamente o indirettamente dal conflitto che nel periodo pre-Covid avevano scelto la Toscana come meta di vacanza o motivati da esigenze di business.

È l’allarme lanciato da Coldiretti Toscana sulla base dei dati del report del movimento turistico per paese di provenienza relativo al 2019. “Le festività pasquali saranno il vero primo vero test per capire che tipo di stagione turistica dobbiamo aspettarci dopo la fine dell’emergenza sanitaria anche se al momento, almeno per il comparto degli agriturismi dove gli stranieri rappresentavano quasi il 70% delle presenze, sono molto inferiori alle attese. – commenta Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Toscana – L’instabilità e le conseguenze generate dal conflitto sui paesi direttamente coinvolti come la Russia e l’Ucraina, limitrofi come Polonia e Bulgaria ed asiatici come la Cina, sarà causa di una inevitabile contrazione degli arrivi almeno in questa parte della stagione e comunque fino a quando non si arriverà ad una soluzione diplomatica del conflitto. La ripartenza, dopo la lunga pandemia, sarà purtroppo rallentata da tutti questi fattori”.

Da sola Russia ed Ucraina contribuivano, prima della pandemia, a circa 280 mila arrivi all’anno e quasi 800 mila presenze. Sempre più importante è l’apporto dei turisti provenienti da questi due paesi per gli agriturismi con 29 mila presenze dalla Russia ed oltre 8 mila dall’Ucraina per un fatturato di oltre 5 milioni di eurosecondo l’elaborazione di Coldiretti e Terranostra, l’associazione che raduna gli agriturismi. Ma più in generale la mancanza di vacanzieri si trasferisce a valanga sull’insieme dell’economia per il crollo delle spese per alimentazione, alloggio trasporti, divertimenti, shopping, souvenir enogastronomici. Il cibo infatti – aggiunge Coldiretti Toscana – è diventato la voce principale del budget delle famiglie in vacanza con circa un terzo della spesa destinato alla tavola per consumare pasti, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche di cui la Toscana è regina nel mondo.

La Toscana con 5474 strutture agrituristiche è leader del turismo rurale nel Bel Paese intercettando da sola un turista su cinque e con la più alta presenza di imprese femminile alla guida aziendale; 4.962 le strutture che offrono alloggio per oltre 85 mila posti letto, 1880 ristorazione, 1679 degustazione, 165 campeggio, 758 altre attività.

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