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Assemblea Cgil sul futuro delle imprese a Lucca: “L’aumento dei costi dell’energia non ricada sui lavoratori” foto video

Al centro le politiche sociali, in vista del summit nazionale a Roma del 18 giugno

Proseguono le assemblee territoriali aperte, organizzate dalla Cgil della povincia di Lucca. Il primo evento, che ha riguardato la zona Mediavalle e della Garfagnana, si è tenuto nella mattina di martedì 24 maggio al Sassone di Fobbia. Tra i circa 80 partecipanti, spazio anche ai rappresentanti delle istituzioni, con la partecipazione del sindaco di Castelnuovo Garfagnana, Andrea Tagliasacchi, e del vice sindaco di San Romano, Roberto Rocchiccioli.

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Oggi è stato il momento della piana di Lucca: l’assemblea si è svolta stamani (27 maggio) alla Pia casa in centro storico. La Cgil effettua queste assemblee su tutto il territorio della provincia, per esporre le sue critiche “ad un modello di sviluppo e ad un sistema sociale” che, a loro dire, sta generando “disuguaglianze e povertà nel nostro paese”.
Un paese che in questi ultimi 14 anni è stato travolto, prima da una crisi economica, poi da una pandemia e adesso anche perfino dalla guerra. Questa instabilità ha generato un”inflazione galoppante che per essere superata, secondo Cgil, occorre cambiare il modello di sviluppo, occorre un’inversione delle ricchezze, una distribuzione più equa e soprattutto occorre ascoltare i lavoratori, perché solo chi lavora nel settore, dicono, può portare delle proposte interessanti.

Tra i punti fermi del sindacato interventi e appelli in favore della pace in Ucraina. In questo ambita è stato ulteriormente ribadita la contrarietà all’aumento delle spese militari. Risorse che sarebbero meglio sfruttate se destinate ad altri settori, maggiormente bisognosi di finanziamenti. 

Tra questi torna più che mai attuale il tema della lotta alla disoccupazione e alla precarietà che, come dimostrato dagli studi sulle nuove assunzioni, sembra stia diventando sempre più il paradigma di riferimento del mercato del lavoro. Si è poi parlato di miglioramento della qualità del lavoro, in termini di salario, sicurezza e diritto alla formazione permanente. In merito è stata nuovamente avanzata la proposta di una riduzione dell’orario di lavoro a parità di stipendio, secondo il motto del “lavorare meno e lavorare tutti”. 

Non meno importante la discussione su welfare e stato sociale, che in un momento così difficile, secondo il sindacato, “necessitano di rinnovarsi, tornando a porre al centro degli interventi lavoratori e pensionati. È stata quindi espressa la necessità di un aumento dei finanziamenti per trasporto ed istruzione pubblica, sanità e ricerca, ma anche la realizzazione di ulteriori sostegni strutturali, che tutelino le fasce di popolazione più deboli, assieme ad una riduzione del cuneo fiscale specificamente mirata. Per questo genere di provvedimenti saranno necessarie risorse economiche che potrebbero essere trovate con un ulteriore scostamento di bilancio, un contributo di solidarietà straordinario sulle grandi ricchezze, la tassazione degli extra-profitti e una riforma fiscale realmente progressiva e redistributiva”. 

Vogliamo essere ascoltati – ribadisce il segretario della Cgil Lucca, Rossano Rossi -, per questo motivo nelle nostre assemblee, abbiamo invitato le amministrazioni, ma il 18 giugno andremo, spero in tanti, a Roma a fare una grande manifestazione nazionale”.

Riguardo Lucca, cosa è emerso dall’assemblea?

“Per quanto riguarda, più nello specifico, il nostro territorio, la Cgil ci tiene a rimarcare la sua autonomia politica – prosegue Rossano Rossi -, però l’autonomia non vuol dire indifferenza. Dobbiamo riconoscere alcune cose positive fatte da questa amministrazione, con la quale abbiamo fatto un’ottima contrattazione sociale. Ovviamente su alcune questioni non siamo d’accordo, ma complessivamente, il giudizio è positivo”.

Quali saranno i prossimi passi della Cgil, in vista dell’assemblea generale del 18 giugno?

“Per quanto ci riguarda, tra le prossime cose che abbiamo all’ordine del giorno, c’ è la questione di un settore produttivo che è un po’ il fiore all’occhiello di questo territorio, mi riferisco alle cartiere, che hanno un problema energetico e un problema dei rifiuti – conclude Rossi – Bisognerà fare un tavolo, perché la transizione ambientale e ecologica è fondamentale, ma non può passare sulle spalle dei lavoratori”.

Attenzione anche alle politiche sociali, con la richiesta di ridurre le disuguaglianze e i divari sociali e territoriali che la crisi ha acuito. Dalla Cgil si chiede l’intervento dell’Europa, che deve lasciar perdere la politiche di austerity, ma concentrarsi nel rendere strutturale il modello di Next Generation EU, assunto per affrontare gli effetti della pandemia, per una politica economica espansiva che investa nello stato sociale e in un nuovo modello di sviluppo. Le richieste dei sindacati si concentrano soprattutto nella difesa dei redditi più bassi – lavoratori, pensionati, precari, partite Iva, disoccupati -. Chiedono dal governo una risposta immediata, dopo il calo del potere d’acquisto di salari e pensioni, dovuti alla crescita dell’inflazione.

“Il bonus di 200 euro una tantum previsto dal Governo – dicono dalla Cgil -, è una prima risposta alle richieste sindacali, ma bisogna fare di più, aumentando il netto della busta paga e delle pensioni”.

Prosegue quindi, l’impegno della Cgil e di tutte le Camere del lavoro, nella convocazione di assemblee pubbliche, per discutere delle proposte assieme ai rappresentanti delle istituzioni, dei Comuni e delle Regioni. Questo percorso di discussione e mobilitazione sul territorio e nei luoghi di lavoro, si concluderà con la grande assemblea nazionale che si terrà in forma aperta e si svolgerà a Roma il 18 giugno.

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