Nike Blazer, storia di un modello iconico da (quasi) mezzo secolo

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Oggi le Nike Blazer sono uno dei modelli di punta del marchio americano; da autentiche evergreen, si adattano ad outfit prevalentemente sportivi, adatti per il lavoro, la scuola e il tempo libero. Inoltre, vengono commercializzate attraverso canali diversificati, dagli e-commerce specializzati come Urban Jungle ai punti vendita al dettaglio.

Le Nike Blazer, uno dei modelli più famosi e di successo del noto marchio americano, si avvicinano al traguardo dei cinquant’anni. Lanciate sul mercato nel 1973 come scarpe da basket, hanno riscosso un tale successo da essere riproposte periodicamente nel corso dei decenni successivi, fino ai giorni nostri. In questo articolo ripercorriamo la storia di questo modello iconico, dagli esordi fino alle edizioni limitate proposte di recente.

La nascita delle Nike Blazer

Il primo modello di ‘Blazer’ vede la luce nel 1973; all’epoca, la Nike era ancora un marchio piuttosto giovane. Pur essendo presente sul mercato da circa nove anni, aveva assunto la denominazione ‘Nike’ e adottato il celebre logo (Swoosh) solo due anni prima e si stava approcciando al mondo dell’abbigliamento sportivo.

Il nome scelto per il lancio sul mercato della prima generazione del nuovo modello fu “Blue Ribbon Sports”; si trattava di una semplice sneaker che si presentava più alta in corrispondenza della caviglia. Lo stile ‘Blazer’ veniva completato dal nuovo logo del brand, che già aveva fatto breccia nell’immaginario popolare. A determinare fin da subito il successo del nuovo modello non fu soltanto l’aspetto estetico ma anche quello tecnico: all’epoca, le Nike Blazer erano tra le scarpe da basket tecnologicamente più avanzate in commercio.

La partnership con “Ice Man” Gervin

L’aspetto della ‘performance’ era molto importante, dal momento che i giocatori di basket preferivano scarpe che assicurassero ottime prestazioni sul parquet. In particolare, come spiega il portale footwearnews.com, i cestisti ricercavano scarpe con le suole di gomma così da avere un supporto stabile e una buona trazione. La Nike, per promuovere le Blazer, instaurò una collaborazione con George Gervin dei San Antonio Spurs, una delle maggiori star dell’NBA del tempo, soprannominato “L’uomo di ghiaccio” (“The Ice Man”) per via della sua flemma sul parquet.

Acquistando le Nike Blazer sotto i riflettori, Gervin aiutò la Nike a consolidare il proprio legame commerciale con il mondo del basket professionistico. “Quando ho cominciato a giocare in NBA”, ha spiegato l’ex giocatore in un’intervista del 2013, “indossavo scarpe Adidas; poi è comparsa la Nike, i loro dirigenti volevano darmi molti più soldi e pensai che avessero anche scarpe di qualità migliore”.

La Nike sfruttò al massimo il ritorno pubblicitario garantito dalla partnership con Gervin, sviluppando un modello esclusivo per il giocatore (con la scritta “Iceman” invece di “Nike” sulla tomaia) e inaugurando, difatti, una nuova tendenza del settore. Oggi, infatti, versioni o modelli “PE” (“Player exclusive”) sono estremamente comuni ma, all’epoca, nessun brand aveva intrapreso un’iniziativa di questo genere.

La svolta degli anni Novanta

Negli anni Novanta i giocatori di basket si erano un po’ allontanati dalle Nike Blazer; a ridare nuova linfa ad un modello già diventato storico contribuirono gli skaters, che indossavano le Blazer e le Air Jordan per la silhouette iconica e la robustezza che le caratterizzava. Non stupisce, quindi, come a metà anni Duemila, la Nike abbia lanciato sul mercato le Blazer SB, un nuovo modello dedicato agli skater, contraddistinto da soletta e collare imbottiti e dall’utilizzo della tecnologia Zoom Air. Nel 2006, in aggiunta, arriva anche una nuova edizione limitata, scaturita dalla collaborazione tra Nike e Supreme. L’iniziativa allargò ulteriormente la platea di potenziali compratori, rendendo le Blazer un modello popolare ma, al contempo, in grado di attirare l’attenzione di stilisti e firme di alta moda quali Garçons e Virgil Abloh.

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