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Contratto integrativo aziendale Lidl, i sindacati del settore proclamano lo sciopero

20 maggio 2025 | 13:21
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Contratto integrativo aziendale Lidl, i sindacati del settore proclamano lo sciopero

Sarà effettuato sabato (24 maggio) per l’intero turno di lavoro: le proposte al momento sono giudicate insufficienti

In conclusione dell’incontro tenutosi mercoledì (14 maggio) a Bologna, con la direzione di Lidl Italia per la negoziazione del contratto integrativo aziendale, le segreterie nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno valutato complessivamente insoddisfacenti le proposte dell’impresa e dichiarato conseguentemente lo stato di agitazione.

A distanza di due mesi dalla prima proposta di Lidl sulla parte economica (giudicata del tutto insufficiente dalle federazioni nazionali e dalle delegazioni), in cui l’impresa aveva offerto duecento euro di buoni spesa, nell’incontro ultimo la delegazione aziendale ha aggiunto ulteriori cento euro in buoni spesa, oltre a  cento euro lordi di una tantum che avrebbe erogato una sola volta in busta paga qualora si fosse firmato l’integrativo. Per Filcams, Fisascat e Uiltucs tale proposta non risponde alle richieste avanzate nel corso del lungo negoziato e non corrisponde alle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori.

“Abbiamo chiesto un valore economico apprezzabile, tenuto conto dell’andamento economico di Lidl Italia, caratterizzato nel corso degli anni da crescita sostenuta del fatturato che è di oltre 7 miliardi, da ampliamento della quota di mercato nell’ambito della grande distribuzione e soprattutto da utili di bilancio rilevanti che negli ultimi cinque anni di bilancio è stato di 1,3 miliardi di euro circa – si legge in una nota dei sindacati – Riteniamo che le lavoratrici ed i lavoratori di Lidl siano i protagonisti principali di questi risultati e meritino la redistribuzione di parte degli utili che l’azienda fa ogni anno, quindi abbiamo proposto più soluzioni che permettessero di erogare maggior salario ai dipendenti: contrattare un salario variabile che al raggiungimento di obiettivi condivisi erogasse un premio di risultato, la determinazione di una parte di salario fisso aggiuntivo da erogare tutti i mesi in busta paga, il riconoscimento di buoni pasto. Nessuna di queste opzioni, che potevano essere alternative o integrative tra loro, è stata presa in considerazione da Lidl“.

Oltre alle richieste sulla parte economica, l’organizzazione del lavoro è l’altro tema su cui le risposte dell’impresa sembrano essere state, al momento, insufficienti: “Le problematiche maggiori riguardano i carichi di lavoro, la programmazione e la certezza degli orari di lavoro, in un’azienda in cui circa il 75% del personale complessivo ha contratti part-time. Mancano schemi e turni orari predefiniti, programmati e certi. L’attuale gestione degli orari di lavoro dei part time non risponde dal nostro punto di vista allo spirito del dettato normativo e contrattuale. In estrema sintesi carichi di lavoro eccessivi ed estrema flessibilità sono il modello organizzativo che Lidl impone ai suoi dipendenti. Da parte di Lidl, al di là di dichiarazioni generiche, non è arrivata alcuna concreta risposta”.

Seppur nel confronto con l’impresa le organizzazioni sindacali abbiano ottenuto alcuni importanti avanzamenti, (come l’incremento dell’orario minimo settimanale del part-time a venticinque ore settimanali), le disponibilità dell’impresa sulla parte economica e sull’organizzazione del lavoro sono ritenute insufficienti: “Avendo dichiarato Lidl di non avere mandato per fare ulteriori proposte, le rappresentanze sindacali presenti, congiuntamente alle segreterie nazionali e territoriali, hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione al fine di dare una svolta alla trattativa facendo cambiare le proposte dell’impresa”.

Lo stato di agitazione prevederà il blocco di straordinari e supplementari ed una giornata di sciopero nazionale da effettuare sabato (24 maggio) per l’intero turno di lavoro. A livello territoriale, potranno essere proclamate ulteriori ore di sciopero a sostegno della vertenza.