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Lucca ottava in Italia per spesa media in beni durevoli: trainano auto e moto

Le famiglie lucchesi hanno speso mediamente 3650 euro in auto, moto, elettrodomestici, mobili, computer e telefoni

Auto, moto, elettrodomestici, mobili, computer e telefoni: sono questi alcuni esempi di beni durevoli, cioè quei prodotti che non si consumano con un solo utilizzo ma durano nel tempo e rappresentano una parte importante dei consumi delle famiglie. Secondo l’Osservatorio annuale Findomestic, realizzato con Prometeia, nel 2024 la provincia di Lucca ha registrato una spesa complessiva di 632 milioni di euro in questo tipo di acquisti, con una crescita del 5 per cento rispetto all’anno precedente.

Ancora più rilevante è il dato pro capite: le famiglie lucchesi hanno speso mediamente 3650 euro, il terzo valore più alto della Toscana e l’ottavo a livello nazionale tra le 107 province italiane. Una cifra che testimonia un’elevata propensione all’investimento in beni durevoli, ben al di sopra della media italiana.

A trainare i consumi nella provincia sono stati soprattutto i mezzi di trasporto. Le auto nuove hanno generato un fatturato di 208 milioni di euro, con un aumento dell’8,2 per cento, mentre le auto usate hanno raggiunto i 155 milioni, segnando un incremento del 9,3 per cento. Ottimi risultati anche per il comparto delle due ruote, che ha visto una spesa di 26 milioni di euro, in crescita dell’11 per cento, superiore alla media nazionale.

Nel settore della casa e della tecnologia, gli elettrodomestici sono cresciuti del 2 per cento, con una spesa di 46 milioni di euro. Anche il comparto della telefonia ha registrato un piccolo segnale positivo, con 42 milioni di euro e un incremento dello 0,9 per cento. In flessione invece altri settori: la spesa per i mobili è scesa dello 0,9 per cento (125 milioni di euro), quella per l’elettronica di consumo del 4,4 per cento (14 milioni) e l’information technology del 6,2 per cento (16 milioni), in linea con il rallentamento fisiologico che ha seguito il boom degli anni della pandemia.