Prima campanella, sindacati contro il precariato: no alle megascuole e più docenti di ruolo
Fcl Cgil e Cisl Scuola presentano le loro osservazioni alla vigilia dell’inizio delle lezioni. Per tutti serve un’inversione di rotta
Si avvicina la scuola e si sollevano le criticità dei sindacati. Sotto accusa questioni annose e nuove criticità.
“Nonostante gli annunci del ministro Valditara sulle assunzioni a tempo indeterminato, il nuovo anno scolastico in Toscana si apre ancora una volta all’insegna della disorganizzazione e del precariato”, dice il segretario generale Flc Cgil Toscana Pasquale Cuomo. Ecco il decalogo della Flc.
Numero insufficiente di assunzioni
“Le assunzioni in Toscana entro dicembre 2025 – dice la Cgil – saranno formalmente circa 2840, grazie al lavoro costante e puntuale dei funzionari dell’Usr Toscana nei mesi estivi, anche durante le ferie. Tuttavia sia tratta di un numero inferiore rispetto ai 3097 previsti dal ministero. Sicuramente la scarsa flessibilità del sistema informatico del Ministero (Inr) non ha facilitato le procedure”.
Numero supplenze già altissimo
“Rispetto allo scorso anno, le cattedre assegnate a supplenza sono già 14033: quasi l’88% del totale dello scorso anno – spiega – raggiunto in soli due turni di nomine da Gps (Graduatorie provinciali per le supplenze), mentre nel 2024 ne erano serviti ben quattro”.
Sostegno: più certificazioni, stesso precariato
“La situazione sul sostegno resta critica – dice la nota – I docenti precari assegnati sono già 9195, pari al 97,5% dei supplenti dello scorso anno. Mancano appena 236 cattedre, che saranno certamente coperte: questo significa che le certificazioni sono aumentate, ma la risposta del sistema resta sempre basata sulla precarietà”.
Classi curriculari: meno supplenze, ma il problema resta
“Nelle classi di concorso curriculari le supplenze ammontano a 4838, circa il 25% in meno rispetto al 2024 – secondo i calcoli di Flc Cgil Un calo che non basta a rassicurare: molte cattedre restano ancora scoperte e saranno affidate alle graduatorie di istituto, uno strumento di reclutamento discrezionale che aggrava il lavoro delle segreterie e rende la vita più complicata ai docenti”.
Ruoli rifiutati
“Tornando al fronte del tempo indeterminato ci sono altre criticità: una parte rilevante seppur limitata delle assunzioni in ruolo è stata rifiutata – dice Flc Cgil – Le cause sono le stesse di sempre: sedi troppo lontane, incompatibilità con la vita familiare, oppure la presenza in più graduatorie e la scelta di un solo posto (statisticamente un precario è su tre graduatorie diverse). Un caso emblematico è quello della scuola primaria: nonostante l’assunzione da tutte le graduatorie disponibili, i docenti precari sono ancora 3940, pari al 78,8% dello scorso anno. Un segnale chiaro che molti hanno rinunciato perché già lavoravano o perché le sedi erano troppo distanti”.
Legge di Bilancio 2025: altri tagli
“Come se non bastasse, la legge di bilancio 2025 – è l’amara considerazione – ha imposto alla Toscana un ulteriore taglio di 375 cattedre, aggravando una situazione già fortemente segnata da precarietà e disorganizzazione”.
Le richieste del sindacato
“In Toscana le assunzioni effettive in ruolo alla fine saranno 2840, ma ne servivano almeno il doppio – conclude Cuomo – Il numero dei docenti precari è ancora alto. Circa gli Ata, in Toscana le immissioni in ruolo sono oltre 700 a fronte di oltre 2700 disponibilità. Così le scuole rischiano di non funzionare bene per docenti e studenti e quindi servono assunzioni: anche quest’anno si registra il fenomeno delle classi pollaio nella secondaria di secondo grado, urgono perciò investimenti sull’edilizia scolastica e un freno alla politica degli accorpamenti voluti dal governo. Siamo pronti a mobilitarci per migliorare le condizioni di chi studia e lavora nelle scuole”.
Dal canto suo la Cisl Scuola Toscana denuncia un sistema scolastico regionale che, purtroppo, si regge “su una precarietà sistemica che colpisce tutte le componenti del personale – docenti di sostegno, personale Ata e dirigenti – con un impatto devastante sulla qualità dell’offerta formativa e, in particolare, sul diritto all’inclusione degli alunni con disabilità”.
Stop alla “supplentite”: stabilizzare il sostegno
Il punto centrale della vertenza della Cisl Scuola è la lotta alla cosiddetta supplentite, ovvero l’abuso di contratti a tempo determinato per coprire posti che sono, di fatto, stabili e necessari. “Trasformare l’organico di fatto in organico di diritto – dice la Cisl – la richiesta fondamentale è quella di convertire la maggior parte dei posti di sostegno oggi attivati in deroga (organico di fatto) in cattedre stabili nell’organico di diritto. Questo è l’unico modo per garantire la continuità didattica, permettendo l’assunzione a tempo indeterminato degli insegnanti specializzati e consentendo agli alunni con disabilità di avere lo stesso docente per un intero ciclo scolastico e non lasciarlo al solo piacere delle famiglie anno dopo anno. Per il sindacato, l’attuale numero di alunni con disabilità non è più un’emergenza, ma un dato strutturale che richiede una dotazione organica stabile. I numeri di un sistema instabile: I dati descrivono una realtà allarmante. In Toscana, a fronte di oltre 20mila studenti con certificazione di disabilità, il sistema di supporto è in gran parte affidato a personale precario. Su circa 15600 insegnanti di sostegno necessari, ben oltre 9mila sono supplenti con contratti a tempo determinato. Investire sulla formazione e specializzazione: La Cisl Scuola insiste sulla necessità di programmare percorsi di specializzazione (Tfa sostegno) adeguati al fabbisogno reale, per evitare di dover ricorrere a docenti non specializzati per coprire le cattedre vacanti”.
Dignità e stabilità per il personale Ata
Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario è considerato dal sindacato una colonna portante, oggi pesantemente indebolita dalla precarietà e da organici inadeguati. “Adeguamento degli organici – si legge nel decalogo – La Cisl Scuola chiede una revisione immediata delle piante organiche del personale Ata, ferme a normative obsolete. Gli organici devono essere adeguati al numero effettivo di alunni, alla complessità degli istituti e, soprattutto, alle necessità di assistenza e vigilanza legate alla presenza di studenti con disabilità. Apprendiamo lo sforzo dell’Usr Toscana di aver concesso poco più di 1000 posti tra i vari profili ma ancora non del tutto in linea con le richieste effettive fatte dai Dirigenti Scolastici che ogni anno vivono la difficoltà per l’organizzazione del servizio minimo anche di apertura dei plessi e la sorveglianza necessaria per la sicurezza degli alunni. Stabilizzazione dei posti in deroga: Analogamente a quanto richiesto per i docenti, il sindacato si batte per la trasformazione dei posti Ata attivati ogni anno in deroga in posti a tempo indeterminato. Un collaboratore scolastico non è una figura intercambiabile, ma un punto di riferimento essenziale per la sicurezza e il benessere degli alunni, in particolare di quelli più fragili”.
No alle “megascuole”: a ogni istituto il suo dirigente
La questione delle reggenze è vista come il sintomo di una politica di tagli irragionevole che ha portato alla creazione di istituti scolastici ingestibili.
“Contro il dimensionamento scolastico – spiega il sindacato – La Cisl Scuola si oppone fermamente alle politiche di “dimensionamento” che accorpano scuole e creano istituti sovradimensionati, spesso con più di mille alunni e distribuiti su più plessi. Queste “megascuole” sono difficili da governare e perdono il contatto con il territorio e con le esigenze individuali. Garantire un dirigente titolare: Per la Cisl scuola Toscana , la reggenza deve tornare ad essere una soluzione eccezionale e limitata nel tempo, non la normalità. Ogni scuola ha diritto a un dirigente scolastico titolare, presente e a tempo pieno, in grado di esercitare una leadership educativa efficace, di gestire le complessità organizzative e di essere un punto di riferimento stabile per docenti, famiglie e studenti. Questo è fondamentale per garantire che i delicati processi di inclusione siano diretti e monitorati con la necessaria attenzione”.
In sintesi, la Cisl Scuola Toscana “chiede un’inversione di rotta: basta con la gestione tampone delle emergenze. Serve un investimento coraggioso e lungimirante che metta al centro la stabilità del personale come precondizione indispensabile per garantire il diritto allo studio, la qualità dell’insegnamento e una vera inclusione per tutti gli alunni“.


