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Giribon compie 75 anni, 10 in Borgo Giannotti: “Il centro storico? Per il commercio non è più attrattivo”

Cinzia e Ilaria proseguono l’attività dei genitori nel negozio di abbigliamento: “Qualità ed esperienza le regole per resistere alla concorrenza”

Giribon abbigliamento compie 75 anni.

L’attività che è nata nel 1950 nel centro storico, domenica (14 settembre) festeggia anche i 10 anni esatti fuori città in Borgo Giannotti, angolo Passaglia al civico 178.

Aperta nel 1950 da Giuseppina Giribon dal cui cognome prende il nome e da suo marito Amedeo Dianda, a condurla oggi ci sono le loro figlie Cinzia e Ilaria Dianda. Insieme alla storica commessa Catia con la quale c’è un legame che va al di là del lavoro. La parte prevalente dell’abbigliamento è quella femminile ma c’è anche una parte adibita al maschile.

Dopo aver chiuso per sempre un pezzo di vita in via Roma nel 2015 con la chiusura dell’ultimo negozio, Giribon ha continuato a crescere ed a farsi apprezzare da un buon vasto numero di affezionata clientela e da nuove persone anche fuori dal centro storico.

“Qui in Borgo Giannotti – raccontano insieme le signore Dianda – noi lavoriamo molto di più. In città purtroppo il tempo di fare commercio per Giribon era purtroppo terminato. Il centro storico ed il suo modo di fare commercio praticamente si è omologato. Ne è valsa la pena spostarci fuori città in questo ultimo decennio. Un tempo avevamo in città due negozi. Via Roma era in principio la seconda sede dopo quella di origine in via Fillungo con cui facevamo il bis. Anche psicologicamente – rivelano – non è stato facile uscire dalla città dove il nostro negozio era nato. Fino ad un certo punto la città sembrava rappresentare ed essere il top della qualità. Una volta anche per chi stava fuori venire ad acquistare in Lucca dentro era più prestigioso. Invece ora non è più così”.

Per Giribon specialmente prima del Covid c’è stato un bel incremento. “Il giorno che aprimmo era il 14 settembre 2015. Io – mette in luce Cinzia Dianda – rimasi un sacco di tempo senza voce dai tanti clienti che erano venuti all’inaugurazione del nostro negozio in Borgo Giannotti e che avevamo accolto in negozio. La zona inizialmente era vivace. Ora – prosegue – si è un po’ spenta. Non sappiamo il motivo. Oggi è un momento comunque più difficile. Noi come attività abbiamo bisogno della stagionalità, della stagione giusta. Se viene una primavera e l’inizio dell’estate con brutto tempo – mettono in luce – per noi e per i nostri capi di abbigliamento e di scarpe si prospettano momenti difficili. Noi dobbiamo comprare praticamente un anno prima. Abbiamo in questo momento già comprato per l’estate prossima. D’estate fra l’altro la gente è invogliata a comprare di più, di altre stagioni può essere più difficile”.

Con i clienti per Giribon anche in Borgo Giannotti si è creato un bel legame. “Per noi – dicono ancora le sorelle Dianda – il passaggio fuori dalla città non è stato solo un pensiero significativo ma anche un’importante scommessa. E questo nel 2015 subito dopo la morte di nostra mamma Giuseppina a marzo quando siamo venute poi insieme da via Roma in Borgo Giannotti a settembre. Qua però siamo facilitate – mettono in luce – dal fatto che c’è anche un buon servizio di parcheggio specialmente in via Passaglia. C’è infatti la comodità che se vieni alle 18,30 hai un’oretta di tempo per comprare. Ricordo – proseguono – una nostra affezionata cliente australiana che viene dalla città a comprare i costumi estate inverno o i turisti che vengono in ferie a Lucca ed hanno una casa. Abbiamo quindi ripreso con piacere una nostra clientela”.

Per Giribon il probabile spostamento del supermercato Conad in questa zona non è un danno come invece potrebbe essere per altre attività come quelle alimentari della zona. “Per il nostro negozio – dice Cinzia Dianda – non credo sarà un problema perché le attività di Borgo Giannotti sono tutte di livello alto e di buonissima qualità. Io sono d’accordo quando si dice che il danno di una zona è la serranda chiusa che fa una brutta immagine della zona. Anche un avversario concorrente di un’attività piuttosto non è un male anche se fosse presente al posto di un’attività. Non è facile per un’attività lottare con le avversità. Quello che non hanno – prosegue la signora Dianda – certe attività, magazzini o attività online è l’esperienza di noi commercianti. La fortuna è che contare su di noi può fare la differenza. Noi consigliamo e ricerchiamo il prodotto giusto anche per la qualità come per particolarità come per le cuciture, la qualità, il tipo di tessuto. Anche il cashmere venduto oggi è di scarsissima qualità mentre noi lo ricerchiamo da sempre anche dove viene venduto. Noi commercianti vecchio tipo abbiamo una ricerca del prodotto qualunque sia la provenienza e la nostra professionalità viene pagata. Per noi è un piacere stare a contatto con il pubblico, confrontarci”.

Per le signore Dianda però scommettere su un’attività come la loro fra i più giovani può trovare molte difficoltà se non ci sarà un cambiamento radicale alla radice nelle modalità di fare questo tipo di commercio. “Oggi è molto difficile aprire un’impresa ex novo come la nostra ed investirci da parte delle giovani generazioni che non sono troppo spesso più invogliate. Siamo riusciti – aggiunge Cinzia Dianda – noi a resistere anche al Covid quando ci era arrivata un quarto della merce. Io e mia sorella siamo entrate giovanissime qua. Io avevo 18 anni. Anche prima durante le vacanze o gli esami universitari venivamo ad aiutare in negozio. Ci è sempre piaciuto lavorare a Giribon”.