L'evento del settore cartario
|Via all’edizione 2025 del Miac, Assocarta: “La vera sfida è quella di restare competitivi”
Rallentamento del 2,5% per il comparto ma per Pieretti “il settore regge ancora, specialmente la produzione di macchine per la carta”
Un appuntamento da non perdere per il settore cartario. Oggi (8 ottobre) al Polo fiere Bertolli si è tenuto il taglio del nastro dell’edizione 2025 del Miac, punto di riferimento sulle tecnologie e attrezzature per la produzione di carta, cartone e per la trasformazione della carta tissue.
Oltre 250 espositori nazionali e internazionali provenienti da tutto il mondo, convegni, incontri e molto altro. I protagonisti dell’evento sono sempre loro, gli ultimi ritrovati tecnologici per la produzione di carta: macchine, impianti e soluzioni all’avanguardia per gestire al meglio le varie fasi del ciclo produttivo e di trasformazione.

“Il Miac è uno degli appuntamenti più belli dell’anno, più interessanti e più importanti, perché dobbiamo riconoscere che viene un grande pubblico da tutto il mondo, per incontrarsi e per parlare di impianti per la carta – dichiara il presidente di Assocarta, Lorenzo Poli -. La carta nel mondo di oggi, così incerto, resta una vera certezza, una certezza di sostenibilità, di circolarità, di un materiale che continua a crescere nella sua possibilità di essere utilizzato, per il packaging, per l’igienico sanitario e per la grafica”.
Sono molte le sfide che dovrà affrontare nel prossimo futuro il mondo del settore cartario.
“Il settore in senso ampissimo ha veramente un ottimo percorso davanti, se lo guardiamo riguardo all’Italia e se lo riduciamo alla produzione di carta, la vera sfida è restare competitivi – precisa Poli -. Oggi per tante ragioni ci troviamo in un mondo dove c’è una sovracapacità produttiva veramente importante. La sovracapacità produttiva porta a un’inevitabile selezione di chi ha più forza. Noi italiani continuiamo a lavorare, lottare, investire e lavorare a stretto contatto anche con le istituzioni, per tenere il nostro settore in prima fila. Siamo i secondi produttori in Europa come quantità di carta per cui difendere questa posizione è già un ottimo risultato”.
“Le preoccupazioni – prosegue -, sono quelle che compongono un po’ tutte le nostre giornate di imprenditori. Certamente l’energia resta il primo facile punto di competitività su cui discutere, però non porterei in seconda posizione il valore umano, su cui si potrebbe fare un ottimo lavoro sui cunei fiscali per i turni disagiati, per dare una premialità e per poter dare anche un po’ di forza ai nostri bilanci e soprattutto sulle materie prime, ricordatevi che l’Italia ha la migliore raccolta di macero d’Europa e quindi del mondo”.
Un aiuto dai governi sarebbe auspicabile, ma su quale settore si dovrebbe puntare oggi?
“Sul lato energetico abbiamo già fatto tanto ma dobbiamo portare a essere operativ. Alcuni strumenti che sono in linea di arrivo, primo fra tutti l’energy release, abbiamo le compensazioni delle Ets, che ci sono, ma non sappiamo quando arriveranno – aggiunge Poli -. Abbiamo un decreto legge energia che può effetti interessanti per il gas, a favore di un riallineamento europeo dei costi che,prima arriva, prima possiamo metterlo nei nostri budget per diventare un po’ competitivi sui mercati internazionali. Non c’è nulla di più da fare se non completare un lavoro anche lungo e importante fatto fra governo, Confidustria e Assocarta. Le altre cose su cui vi piacerebbe veramente tanto lavorare, le ho dette prima sono le materie prime e le forze del lavoro”.

A spiegarci l’andamento in questo 2025 del settore cartario è il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord, Tiziano Pieretti: “Il settore della carta ha registrato in questi primi mesi dell’anno, perché per la chiusura bisogna aspettare un po’ di tempo, una diminuzione complessiva a livello italiano di meno 2,5%. Questo è abbastanza in linea con quello che sta avvenendo nel mondo – precisa -, perché come sappiamo le incertezze sono molte. Possiamo dire che tutto sommato, il settore è ancora retto, perché sono numeri ovviamente importanti che vanno declinati nelle tre anime che caratterizzano il distretto cartario di Lucca, la produzione di carta per il settore degli ondulatori, carte per le scatole per capirsi, la produzione di carte leggeri, carte tissue per il settore igienico sanitario e la produzione di macchine. La produzione di macchine ad esempio, ha avuto un progresso, con dei numeri positivi e tutto sommato siamo soddisfatti di questo andamento, al di là del fatto che ci siano ovviamente delle difficoltà congiunturali a livello globale che sono veramente dei macigni, dei problemi molto grossi”.
Il convegno di apertura
“Il settore cartario italiano, che impiega 19mila addetti e genera 8,3 miliardi di euro di fatturato, è in grave difficoltà a causa dei costi energetici più alti d’Europa: gli impianti, energivori per natura, rischiano di fermarsi mentre il paese perde competitività”, afferma il presidente di Assocarta Lorenzo Poli.
Il prezzo medio del gas, dopo il picco di febbraio, scende ad aprile a 37,6 euro/MWh, pur restando oltre il 20% più alto rispetto al 2024 mentre il prezzo dell’energia elettrica rimane superiore del 42% alla media Ue (aprile 2025).
Nei primi sette mesi del 2025 la produzione cartaria arretra del -2,5% e il fatturato del primo semestre 2025 si attesta a circa 4,2 miliardi di euro, in calo del -3,1%. La quota di export di carte e cartoni sulla produzione scende al 36%, tornando ai livelli del 2023, mentre le importazioni incidono ancora per oltre la metà del consumo nazionale (51%) con un aumento della pressione competitiva.
“Ringraziamo il ministro Pichetto Fratin per gli sforzi fatti ma Assocarta ribadisce l’urgenza di affrontare tre questioni decisive per la competitività delle imprese energivore: il differenziale di prezzo del gas, le compensazioni Ets e l’energy release. Se è fondamentale e non più rinviabile l’azzeramento del differenziale di prezzo nel mercato del gas tra Psv e Ttf, ovvero tra Italia e Nord Europa, sul fronte delle compensazioni dei costi indiretti Ets, esprimiamo forte preoccupazione per il ritardo nella pubblicazione della procedura per l’invio delle domande relative all’anno 2024. E sul tema dell’energy release che avrebbe dovuto entrare in vigore nel corso del 2025, attendiamo con urgenza che tutte le parti coinvolte si impegnino per arrivare alla piena attuazione entro la fine dell’anno, evitando di introdurre vincoli aggiuntivi che ne ridurrebbero l’efficacia per le imprese energivore”, sottolinea Lorenzo Poli.
“Il prezzo elevato dell’energia elettrica e del gas metano è un gap molto grave, che compromette la competitività delle nostre imprese rispetto al resto del mondo, inclusi i paesi europei a noi vicini – aggiunge Tiziano Pieretti, vicepresidente di Assocarta e presidente della sezione Carta e cartotecnica di Confindustria Toscana Nord -. Rispetto a questo problema, così come ad altri, sono fondamentali le scelte politiche. Un esempio chiaro è quello dei trattamenti fiscali agevolati e dei sostegni che in forma diversa paesi come Francia, Spagna, Germania forniscono alla loro industria. Parliamo di vantaggi consistenti, anche superiori al differenziale del mercato del gas: se anche azzerassimo quest’ultimo, in Italia avremmo comunque per le imprese costi complessivi più elevati dei nostri concorrenti europei. Un altro problema è dato dai processi autorizzativi, condizionati da normative complesse e talvolta contraddittorie, per gli impianti delle rinnovabili. A questi problemi di livello nazionale si aggiungono le penalizzazioni che subiamo come imprese toscane. L’assenza di una reale politica regionale per lo smaltimento dei materiali che residuano dalla lavorazione e che non sono di fatto riciclabili su scala industriale, in pratica lo scarto di pulper, è un danno doppio per le imprese: perché dobbiamo sostenere i costi del loro smaltimento, spesso all’estero, e perché non godiamo dei vantaggi della generazione di energia a prezzo contenuto che ne deriverebbe. Un’altra delusione è stata quella legata alla geotermia: le concessioni sono state rinnovate, ma di vantaggi spalmati sull’industria a livello regionale non si parla”.
Il comparto cartario, tra i più esposti al costo dell’energia, chiede quindi risposte rapide e concrete. Rimandare ancora significherebbe compromettere non solo la competitività delle aziende, ma anche la tenuta complessiva della filiera produttiva che ad oggi si posiziona al secondo posto a livello europeo anche per utilizzo di carta da riciclare. Una posizione che attesta lo sforzo circolare del comparto che se da un lato dispone della capacità per utilizzare tutta la carta da riciclare disponibile sul territorio dall’altro vede aumentare l’export di una materia prima.
“Per questo il settore cartario auspica la messa a terra dei titoli di efficienza energetica circolare (Teec) per rafforzare il riciclo di prossimità e l’economia circolare”, afferma Poli.
Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i temi chiave della transizione energetica, delle politiche di sostenibilità, dei costi dell’energia e della loro incidenza sulla competitività delle imprese con gli interventi del presidente del Gse Paolo Arrigoni, del vicepresidente Confindustria Toscana Nord Tiziano Pieretti, del vice presidente Wec – World Energy Council Italia Simone Nisi, del presidente Confindustria Cisambiente Donato Notarangelo e del vicepresidente Utilitalia Lorenzo Perra che hanno sottolineato come la sfida energetica rappresenti una priorità non solo ambientale, ma anche sociale e industriale per l’Italia.
Assocarta a conclusione dell’evento ha inoltre auspicato l’attuazione del cuneo fiscale per i lavoratori del comparto riguardo al lavoro notturno, festivo e straordinario che aumenterebbe il potere d’acquisto delle retribuzioni dei lavoratori e renderebbe il settore cartario e cartotecnico più attrattivo facilitando il reperimento di nuove risorse e il ricambio generazionale.

