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Chiasso Barletti, cresce l’attività de ‘I Posterini’ ma l’anima rimarrà nel vicolo del centro

A ruba poster, prodotti e gadget con le frasi in vernacolo, ora spiegate anche in inglese. Nuova linea con i monumenti della città

Via Chiasso Barletti fiore all’occhiello del centro storico lucchese.

Sono diversi i negozi e le attività di questa caratteristica zona dove negli ultimi anni si sta vivendo una nuova primavera. Fra i fondi che sono ritornati a rivivere. Abbiamo visitato al civico 24 il punto vendita I Posterini. Un’attività che si basa molto sulla grafica e sulla vendita di prodotti e gadget particolari.

Da fine 2023, a inaugurarla e poi condurla con tanto impegno, creatività e anche voglia di mettersi in gioco c’è Rusiru Attanayaka, 31 anni. “I miei genitori – dice Rusiru – sono originari dello Sri Lanka. Io sono nato là ma quando sono venuti in Italia ero molto piccolo e quindi sono quasi sempre cresciuto a Lucca. La mia professione principale prima di fare questo progetto era quella di grafico pubblicitario. Nasce nel 2017. Nel 2020 poi ho deciso di mettermi in proprio perché prima lavoravo per delle aziende. Nella prima ondata del Covid ho lavorato per qualche cliente locale. A inizio 2021 – prosegue – durante la seconda ondata del Covid e nel periodo delle zone gialle e rosse ho preso il Covid. Sono rimasto a casa un mesetto e mezzo. Siccome mi piacevano le illustrazioni che già facevo per conto mio, mi sono detto: perché non provare ad associare le frasi toscane o lucchesi alle illustrazioni che già faccio?”.

I Posterini

Rusiru ci ricorda che aveva già semplicemente dei disegni che poi per completarli un po’ ha iniziato a inserire frasi particolari. “A me – rivela Rusiru – piace molto la grafica degli anni Ottanta, le cose un po’ vintage. Su quella base lì negli anni ho fatto tante illustrazioni. Ho deciso così di aggiungere le frasi toscane. All’inizio era un po’ una cosa che era rimasta lì nel mio computer, non l’aveva vista nessuno. Ho così pensato di iniziare a fare una pagina Instagram dove piano piano ho caricato le frasi toscane. Per un primo tempo una a settimana. Poi piano piano delle persone hanno iniziato a seguirmi. E c’è stata una richiesta specifica di qualcuno: belle ma dove possiamo acquistarle?. Sicché ad un certo punto ho detto: provo a fare un sito web. Perché oltre al grafico io faccio siti web anche per clienti. Quindi visto che comunque non dovevo fare un investimento ma era una cosa che potevo farmi da me, ho lanciato un po’ così per gioco un sito web con tutte le illustrazioni con questi modi di dire toscani”.

Il nome Posterinidarà il nome quindi oltre al progetto di Rusiru anche al sito. “Il nome Posterini – mette in luce Rusiru – nasce dall’idea del post di dimensioni più ridotte. E di conseguenza lanciando il sito piano piano delle persone hanno iniziato ad acquistare e facevo tutto da casa. Finito già il periodo Covid, arrivavano quei tre o quattro ordini a settimana online che poi dopo aver impacchettato a casa andavo alle Poste e spedivo. Piano piano la mole di lavoro è cresciuta. Con il passaparola e anche con l’aiuto dei social e delle cose condivise, gli ordini sono aumentati ed a casa non avevo più lo spazio per gestire la parte logistica. Inizialmente – prosegue – io cercavo un piccolo fondo per farne una sorta di magazzino. Perché di base la mia esigenza principale era di avere un piccolo magazzino per poi spedire gli ordini da lì e toglierli da casa. Spargendo un po’ la voce la mamma della mia fidanzata Bruna, l’artista Maria Guida, mi disse che si liberava il vecchio fondo in via Chiasso Barletti dove era lei era un tempo e mi consigliò di provare a prenderlo per provare anche a fare il negozio. Maria mi ha sempre seguito e supportato nel mio percorso. Per questo importante passo, Maria mi ha incoraggiato tanto visto che le cose che facevo secondo lei erano molto carine e potevano piacere ai turisti. E mi ha detto di provare a prendere il fondo e ad aprire il negozio visto che mi serviva lo spazio e male che vada potevo tenerlo come magazzino. Io all’inizio ero un po’ titubante perché comunque era un passo grande da fare”.

L’8 dicembre 2023 però c’è stata l’importante svolta. “Ho aperto il negozio dopo aver investito quei pochi soldi che avevo messo da parte negli anni, mettendo inizialmente a disposizione le cose che già avevo. A quel tempo avevo già fatto qualche magliettina. La cosa sorprendente di questo inizio a dicembre in periodo di Natale, regali e di feste è stato che sono venute in negozio tantissime persone anche di fuori da zone limitrofe come Pistoia, Prato, Pisa o Pontedera. E sono venute direttamente a comprare sapendo che c’era il negozio fisico visto che magari conoscevano il sito e che sapevano dai social che aprivo. L’on line – dice con emozione Rusiru – è bello ma il negozio fisico crea un rapporto di vicinanza tra la persona che fa le cose ed il cliente finale. E le persone sono contente quindi di venire a vedere il prodotto e toccarlo con mano”.

Dopodiché Rusiru ha iniziato a fare e presentare per il suo progetto le illustrazioni sulla città di Lucca, sui monumenti e sui suoi luoghi più caratteristici. “Questo anche nel mio stile molto minimale e che riprende un po’ gli anni ’80. Un bisogno – aggiunge – che avvertivo anche per omaggiare dove sono cresciuto. In negozio ora abbiamo le illustrazioni della Torre Guinigi, delle Mura, di piazza San Michele, di piazza Anfiteatro stilizzate in maniera un po’ diversa da altri posti. Molto essenziale, non troppi dettagli, linee molto semplici che ti fanno capire però i soggetti. Queste illustrazioni sono piaciute molto ai turisti. Che le acquistano tantissimo con tante particolarità di Lucca. Nel periodo estivo abbiamo constatato vanno più forte in negozio le illustrazioni di Lucca e della Toscana, le cartoline o le calamite. Noi fra l’altro forniamo ai turisti un imballaggio, un tubo di cartone che permetta ai turisti di arrotolare le cose. Inoltre per chi non ha spazio in valigia, ci facciamo lasciare l’indirizzo e poi noi spediamo le cose in tutto il mondo. Ricordo l’Australia, in America, in Irlanda, in Francia ed in tanti altri punti. Poi – mette in luce Rusiru – ci sono anche magari tanti toscani o lucchesi che vivono o ordinano dall’estero per avere un ricordo della città o del modo di dire toscano”.

Questo progetto nato un po’ per gioco adesso è diventato quasi la professione principale di Rusiru Attanayaka. “Il 70 per cento del mio tempo – racconta – lo dedico al progetto Posterinied il rimanente del tempo per i miei clienti che continuo ad avere e porto avanti seguendo la parte della grafica o della parte della comunicazione. Nel tempo abbiamo lanciato sempre più prodotti anche per la grande richiesta dei clienti. Dalle magliette, felpe, borse, cappellini, tazze, quadernini, calzini, calamite, cappellini e gadget vari. Dai semplici poster adesso abbiamo circa una ventina di prodotti. Adesso abbiamo un po’ di tutto. Ho sempre lavorato nel mondo e nel campo della grafica e del digitale. Avere un progetto personale dove applicare un po’ le cose che faccio anche agli altri clienti dona soddisfazione quando vedi che le cose funzionano”.

“Inizialmente – prosegue Rusiru – eravamo io e la mia fidanzata Bruna dopo cena che quando arrivavano i pacchi ci mettevamo ad impacchettare da casa ma poi non era più sostenibile. Adesso a lavorare a questo progetto ci sono le mie collaboratrici Giulia con me da febbraio 2024 che è una valida illustratrice che mi dà una grande mano anche dal punto di vista grafico, Sofia che si occupa di tutta la parte online e dell’invio e spedizione degli ordini ed infine da inizio agosto Giulia che segue più la parte amministrativa ed organizzativa. In modo tale che io mi occupo soltanto della parte creativa, di trovare prodotti, cose nuove o presentare novità”.

Rusiru ci fa notare anche il passaggio importante dell’ultimo anno dove c’è stato più interesse anche da parte di altre realtà lucchesi di collaborare con lui. “Abbiamo già fatto diverse collaborazioni. Per esempio con il Tenucci abbigliamento negozio storico che ha sposato da subito la mia idea sotto il periodo di Natale di fare una collaborazione. A Carlo Tenucci gli ho fatto dei poster personalizzati per il negozio mentre quest’anno per esempio faremo la busta che useranno durante il periodo di Natale disegnata da me nel mood del Posterini. E poi ci sono altre realtà che piano piano ci stanno cercando per fare delle collaborazioni. All’osteria Chiasso 13 nella nostra via abbiamo fatto delle magliette che vengono indossate durante il servizio nel ristorante. C’è una bella sinergia. A me piace poi quando si creano queste collaborazioni tra le realtà locali. Una cosa molto positiva”.

La cosa che un po’ inorgoglisce Rusiru è anche il bello staff che è riuscito a creare. “Il mio – dice il proprietario de I Posterini – è stato un discorso anche imprenditoriale che ha contribuito a farmi crescere. Io arrivavo da un percorso solitario dove lavoravo con dei computer da casa ed adesso sono arrivato con una struttura con delle persone che mi aiutano a portare avanti un progetto condiviso. Le persone che ho scelto sono collaboratori che conoscevano il progetto, lo seguivano, gli piaceva e ci credono come me. Come fosse anche loro. Io non sono uno che fa tutto da solo ma mi faccio anche dare tanti consigli. Tante volte ci si siede e confrontandoci per esempio si discute su cosa si farà la prossima volta. Tanti prodotti che sono usciti nel tempo mi sono stati suggeriti da loro, dagli amici, dalla mia fidanzata Bruna o da sua mamma Maria. Senza tutti loro non sarei dove sono ora. Quindi – prosegue – il percorso attualmente è questo. Adesso abbiamo dieci dodici ordini al giorno. L’idea per i prossimi passi è di lanciare sempre nuovi prodotti”.

Rusiru ci rivela anche un’importante novità che il suo negozio ha presentato recentemente. “Una cosa carina che abbiamo fatto all’inizio di quest’estate è stata quella di tradurre tutti i modi di dire toscani con delle brevi spiegazioni in inglese. In modo tale che i turisti che leggevano le spiegazioni potessero capire bene il significato dei nostri poster. Il turista entra attirato magari dal poster della Torre Guinigi o di Lucca. Entrando però vede i modi di dire toscani e si domanda cosa vogliono dire. Da quando abbiamo messo queste traduzioni anche questi poster vanno più di moda tra i turisti. Via Chiasso Barletti mantiene un po’ quel prezioso valore dell’artigianato. Siamo tutti piccolini, piccole realtà che fanno varie cose senza catene industriali ed in sinergia. L’idea ottimistica futura sarebbe quella di riuscire ad aprire un altro punto vendita magari in un’altra città come Firenze”.

L’obiettivo di Rusiru inizialmente era quello di avere una squadra strutturata che gli permettesse poi di fare un passo di questo tipo. “Perché da solo era complicato. Serviva un piccolo gruppo strutturato dove ciascuno avesse il suo ruolo. Questo fondo in via Chiasso Barletti l’ho nel cuore. Mi ha portato fortuna. Non lo vorrei lasciare. Se trovassi un fondo più grande anche in città lo vorrei tenere comunque come succursale. Come un po’ sta facendo anche la mamma di Bruna, Maria con il fondo che ha tenuto in via San Frediano insieme a quello che ha aperto recentemente anche lei in via Chiasso Barletti”.

Per Rusiru è stato un percorso cresciuto in maniera inaspettata. “Sono molto soddisfatto – dice lui stesso – molto fiero di come stanno andando le cose. Consideriamo che presento un prodotto con le sue stagionalità. Per esempio sotto Natale va molto bene perché lanciamo nuovi prodotti e riusciamo a strappare un sorriso a tante persone perché sono cose divertenti. Inoltre voglio sottolineare che abbiamo prodotti popolari, non mi piace lucrare sulle cose e fondamentalmente mi piace lavorare con fornitori locali con prodotti fatti tutti in Toscana. Mi piace mantenere legami, qualità e tempistiche con fornitori che avevo anche in passato con altri clienti e che so che valorizzano in un bel progetto collettivo anche il territorio ed i fornitori locali. Importantissima – aggiunge Rusiru – anche la tematica della sostenibilità dell’ambiente che ho molto a cuore. Anche per esempio le maglie che realizziamo hanno delle certificazioni. Vengono fatte con il cotone organico non creato in Italia e garantiscono che non vengono sfruttati i bambini e che ci sia un’etica nonostante il costo un po’ più alto. Qualità e rispetto per il lavoratore e soprattutto – conclude – per l’ambiente vengono garantiti”.