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Accorpamenti, per Cisl: “Un dimensionamento cieco e sproporzionato rischia di compromettere la qualità del servizio”

Per il sindacato, la Provincia di Lucca sta pagando un prezzo particolarmente elevato: quattro istituzioni scolastiche risultano destinate a essere dimensionate

La Cisl Scuola Toscana Nord ha espresso “con fermezza la propria contrarietà alla logica degli accorpamenti, troppo spesso ridotti a un mero esercizio numerico e non accompagnati da una reale riflessione sulle conseguenze educative, organizzative e sociali”. Lo ha fatto ieri 11 novembre a Palazzo Ducale a Lucca, dove si sono svolti gli incontri tra le tre Conferenze zonali della Provincia di Lucca — Mediavalle, Piana lucchese e Versilia — i rappresentanti e i tecnici della Provincia e Cisl Scuola Toscana Nord appunto.

Per Cisl Scuola erano presenti il segretario generale Gian Michele Mostardini, Genni Morotti, rappresentante lucchese del Sindacato, e Nicolò Zambuto, referente responsabile per la Versilia. Durante le riunioni sono stati esaminati i dati e gli scenari legati al processo di dimensionamento scolastico che interessa l’intero territorio provinciale. È emerso con chiarezza quanto la Provincia di Lucca stia pagando un prezzo particolarmente elevato: quattro istituzioni scolastiche risultano destinate a essere dimensionate, e se si considera quanto già avvenuto negli ultimi anni, la quota complessiva raggiunge il 30% del totale regionale previsto dalla normativa. Si tratta di un dato che non può lasciare indifferenti, secondo Cisl.

“La riduzione delle autonomie scolastiche – spiega -, infatti, comporta un impoverimento del tessuto educativo e una perdita di prossimità tra scuola e territorio, con ricadute tangibili sulla qualità del servizio e sulla capacità delle istituzioni di rispondere ai bisogni delle comunità locali. Nel corso del confronto sono state inoltre affrontate le criticità derivanti dal calo demografico che sta interessando l’intera provincia e che, in modo sempre più evidente, influisce sulla tenuta della rete scolastica. A questo si aggiunge un ulteriore elemento di preoccupazione: la perdita di posti del personale ATA, in particolare dei collaboratori scolastici e amministrativi, che gli accorpamenti e le fusioni inevitabilmente determinano. È un aspetto spesso sottovalutato, ma che incide in modo profondo sul funzionamento quotidiano delle scuole e sulla qualità del servizio reso a studenti e famiglie”.

Toccherà, adesso, alla Provincia determinare il futuro di questo percorso e, in ultima analisi, alla Regione Toscana. Cisl Scuola Toscana Nord ribadisce che una scuola ben distribuita e capillarmente guidata “è garanzia di equità e presidio sociale, soprattutto nelle aree interne e montane. Gli istituti scolastici non sono solo luoghi di apprendimento, ma presidi civili e comunitari, punti di riferimento che tengono insieme territori fragili e comunità educanti. In questa fase, Cisl Scuola Toscana Nord assicura la propria partecipazione, vicinanza e azione concreta. Saremo al fianco delle comunità scolastiche coinvolte, con proposte e iniziative volte a difendere il valore delle autonomie scolastiche e a individuare soluzioni più rispettose delle peculiarità territoriali.

Infine, rinnoviamo un appello alla politica, chiamata a un atto di responsabilità e di coraggio. È tempo che batta un colpo, e che scelga di non proseguire lungo la strada di un dimensionamento cieco e sproporzionato, che rischia di compromettere la qualità del servizio educativo e di indebolire ulteriormente i territori”.