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Uil Scuola contro gli accorpamenti: “La Provincia non li approvi”

Il sindacato: “Errori di ministero e Regione, rischio importanti ricadute occupazionali”. Bindocci scrive ai consiglieri regionali neo eletti

“La Provincia non approvi gli accorpamenti scolastici. Lucca troppo penalizzata da non criteri”. A dirlo è la Uil Scuola che esprime forte preoccupazione per la situazione che si sta determinando nella provincia di Lucca in merito al dimensionamento scolastico che comporterebbe ben 4 accorpamenti sui sedici previsti in regione, con ricadute su occupazione e servizi.

“Tale stato di cose – dicono da Uil Scuola – è conseguenza diretta delle disposizioni del ministero dell’istruzione e del merito, che ha richiesto alla Regione Toscana di procedere a un numero di accorpamenti non coerente con la reale popolazione scolastica. Un quadro che richiama da vicino quanto avvenuto in Campania, dove la Regione – impugnando il provvedimento ministeriale – ha ottenuto ragione, vincendo il ricorso contro il dimensionamento imposto e riottenendo autonomie scolastiche che sarebbero state soppresse. A questa criticità si aggiungono criteri regionali – che come Uil scuola non abbiamo condiviso – i quali mostrano tutta la loro inadeguatezza proprio nella provincia di Lucca. Se da un lato la Regione Toscana ha definito una graduatoria puntuale delle scuole accorpabili, dall’altro non ha chiarito secondo quale logica avvenga la distribuzione dei dimensionamenti tra province, generando così situazioni di squilibrio e incertezza, in particolare nella provincia di Lucca, dove si registra il numero più alto di tutta la Toscana”.

“Le tutele previste per scuole di altre province in aree periferiche – o per altre motivazioni – non dovrebbero incidere sul dimensionamento di Lucca, che si trova oggi a pagare un prezzo sproporzionato rispetto ad altri territori. Le ipotesi di accorpamento attualmente previste porterebbero alla creazione di istituti sovradimensionati, una condizione del tutto inaccettabile sia dal punto di vista organizzativo che pedagogico ed accorpamenti di istituti stabili che oggi hanno oltre 600 alunni. In questi giorni si sono levate molte critiche da diversi fronti alle proposte presentate. Tuttavia, come Uil Scuola, riteniamo che non bastino le dichiarazioni di principio: è necessario passare ai fatti, con azioni concrete e tempestive per difendere la rete scolastica e garantire la qualità del servizio educativo sul nostro territorio. Soprattutto chiediamo a chi mostra contrarietà a questi provvedimenti poi non se ne faccia attuatore, rendendo tale contrarietà solo di facciata.”

Massimiliano Bindocci coordinatore confederale della Uil di Lucca conclude: “Intendiamo scrivere ai consiglieri regionali neo eletti del territorio per pretendere rispetto per la provincia di Lucca che rischia di pagare in una operazione discutibile più di altre province”.