economia
|I dazi Usa non spaventano l’economia di Lucca: stabili Lapideo e Carta, crescono macchine da cartiera e nautica
Confindustria Toscana Nord: “Dopo due trimestri che hanno oscillato intorno a quota 0, la produzione industriale torna in zona positiva, con un +1,7% rispetto allo stesso periodo 2024”
Dopo due trimestri a quota zero, la produzione industriale lucchese torna in zona positiva nel III trimestre 2025, con un +1,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Non proprio una buona notizia, ma un segnale che invoglia a continuare almeno, quello dell’andamento della produzione manifatturiera dell’area Lucca che emerge dalle rilevazioni del Centro studi di Confindustria Toscana Nord.
Nell’area Lucca, Pistoia e Prato, nel III trimestre 2025, si è registrato un lieve aumento, +1%, che scaturisce da prestazioni come al solito piuttosto diversificate da settore a settore in un contesto comunque di sostanziale stabilità. A livello di macrosettori le migliori prestazioni rispetto allo stesso trimestre del 2024 sono quelle della lavorazione dei minerali non metalliferi con +5,9%. Buone anche le prestazioni dell’alimentare con +5,4%, in crescita leggermente superiore rispetto al dato nazionale; della metalmeccanica con un +2,4% che è solo leggermente inferiore alla media italiana, a quota +3,7%, e della chimica, plastica, farmaceutica (+2,1%). Soddisfacente il dato praticamente in pareggio (-0,5%) della carta-cartotecnica, considerando il confronto con un dato nazionale in perdita. In area negativa i settori della moda, che collettivamente si collocano a quota -1%, e il mobile con -2,9%.
“Nessuna sorpresa rilevante e poche punte accentuate verso il basso o verso l’alto nella produzione industriale dell’area Lucca, Pistoia e Prato nel III trimestre di quest’anno – commenta la presidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli -. Rispetto all’andamento del trimestre precedente, che era negativo nel confronto con il corrispondente periodo del 2024, si assiste comunque a un certo consolidamento: un attestato di forza per le nostre imprese in un contesto tutt’altro che facile. La parola chiave è sempre la stessa: incertezza. Dalle guerre ai segnali di minore fluidità nei commerci internazionali a causa dei dazi americani, si respira in tutta Europa un clima di destabilizzazione che riduce i consumi. A questo si aggiungono il fattore valutario, con un euro forte che penalizza l’export e, nel caso dell’Italia, i costi energetici elevati: una vera e propria zavorra che è urgente rimuovere. Le previsioni per l’Italia parlano di una lieve ripresa nella parte finale dell’anno e l’auspicio è che questa si concretizzi perché ce n’è davvero bisogno. Lo dimostra un dato che negli ultimi tempi viene citato raramente: il confronto rispetto al pre-pandemia. La percezione comune è forse che si sia ripristinata la normalità ma non è così: rispetto al 2019, il 2024 ha chiuso con -5,7% di produzione industriale nell’area Lucca, Pistoia, Prato, con -7,2% in Italia. Stando all’andamento a ora, questo 2025 non sarà migliore; se vogliamo considerare ‘normale’ il pre-pandemia, siamo quindi ancora lontani dall’obiettivo. La richiesta di Confindustria nazionale di una vera, profonda, efficace politica industriale a livello europeo e italiano è motivata come non mai e vale anche per la dimensione regionale e locale”.
Focus Lucca
“Dopo due trimestri – commenta il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Tiziano Pieretti – che hanno oscillato intorno a quota zero, la produzione industriale lucchese torna in zona positiva, con un +1,7% rispetto allo stesso periodo del 2024 che era stato a sua volta col segno più. Un dato a cui contribuiscono con i loro ottimi valori soprattutto l’alimentare, che con +7,7% consolida la sua serie di buoni risultati, la chimica-plastica con +4,5% e la nautica con +4,1%. Ma sono in pieno territorio positivo anche le macchine per la carta, con +2,5% dopo alcuni trimestri a quota zero o al di sotto, e la metallurgia che invece con +1,5% realizza il risultato meno felice degli ultimi brillanti trimestri.
Sostanzialmente stabili la carta-cartotecnica (-0,1%) e il lapideo (con un -0,2% che rappresenta il dato migliore dell’ultimo anno e che evidenzia il suo relativo valore nel confronto con una media italiana a -4%), mentre è nuovamente negativa, dopo due trimestri stabili o positivi, la moda. La considerazione forse più confortante che si può formulare sul risultato di Lucca, già di per sé soddisfacente, è che i temuti effetti diretti e indiretti dei dazi Usa sembrano essere stati contenuti o nulli. Il nostro sistema industriale appare in buona salute, capace di recuperare e superare pienamente i livelli di produzione pre-pandemia portandosi nel 2024, rispetto al 2019, a +2,9%; ancora migliori le prospettive per quest’anno. Questo però non significa che manchino motivi di preoccupazione per un quadro internazionale molto difficile e per fattori interni, primi fra tutti i costi energetici, che limitano fortemente le prestazioni delle imprese”.


