Logo
Donato al vescovo un presepe dell’artigiano leccese Claudio Riso

L’iniziativa è promossa ogni anno da Confartigianato Imprese nazionale insieme a Fondazione Symbola e Coldiretti

Un agricoltore e un muratore. Sono due dei tantissimi mestieri, protagonisti quest’anno della statuina in cartapesta per il presepe, realizzata dall’artigiano leccese Claudio Riso e donata, come ormai tradizione, ieri sera (22 dicembre) all’arcivescovo di Lucca Paolo Giulietti in occasione delle imminenti festività natalizie. L’iniziativa è promossa da Confartigianato Imprese nazionale insieme a Fondazione Symbola (sempre di Confartigianato) e Coldiretti.

La statuina però non riveste solo l’oggetto di un dono natalizio. Vuole infatti anche mettere in luce l’importanza della collaborazione tra tipologie differenti di mestieri e dare il senso di comunità. Inoltre è anche un’occasione per continuare a tenere accesi i riflettori su un tema molto caro a Confartigianato, quale quello della sicurezza sul lavoro. La statuina è stata consegnata all’Arcivescovo Giulietti dal direttore di Confartigianato Imprese Lucca Roberto Favilla e dal direttore di Coldiretti Lucca e Massa Carrara Francesco Cianciulli.

L’incontro è stato sì l’occasione per lo scambio di auguri, ma anche per trattare argomenti spesso al centro del dibattito da parte di Confartigianato. Tra questi, ad esempio, la questione della mancanza di manodopera e la proposta di una Scuola dei mestieri da realizzarsi sul nostro territorio. “Non è la prima volta che parliamo della difficoltà che hanno le aziende artigiane di reperire manodopera. Uno spunto di riflessione in questo senso è arrivato proprio dall’arcivescovo Giulietti – spiega il direttore di Confartigianato Lucca, Roberto Favilla – che ci ha raccontato della sua ultima visita in Ruanda dove persone vengono preparate – anche nello studio della lingua come ad esempio il tedesco – per poi andare a lavorare in Germania”.

“Per questa edizione, d’intesa con i partner, la statuina vuole simboleggiare la capacità degli imprenditori artigiani, con storie e competenze diverse, di creare comunità intorno al lavoro, esprimendo attraverso gesti semplici un messaggio di unione e rispetto – aggiungono da Confartigianato nazionale – In questa opera, l’integrazione si manifesta come collaborazione quotidiana, dove ogni persona apporta il proprio contributo per superare le differenze e costruire insieme benessere e sicurezza. La sicurezza sul lavoro diventa qui segno di attenzione concreta: ogni azione è rivolta non solo alla produttività, ma anche al prendersi cura dell’altro, in un clima di reciproca solidarietà. La statuina evoca la speranza di una comunità aperta, nella quale nessuno è escluso e la tutela della vita e della dignità di ciascuno è priorità condivisa”.