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Lavoro, Lucca locomotiva della Toscana nord-ovest: previste oltre 40mila nuove assunzioni

Dai servizi all’agricoltura, il territorio cresce secondo i dati del sistema informativo Excelsior. A Pisa e Massa Carrara prevale la cautela

Nel 2025 i piani di assunzione delle imprese della Toscana nord-ovest restituiscono l’immagine di un territorio che procede a velocità differenziate. A fare da locomotiva è Lucca, dove le previsioni di ingresso segnano un incremento del 4%, mentre Pisa e Massa-Carrara imboccano la direzione opposta, con una contrazione stimata rispettivamente del 6% e del 3%. A pesare sono le incertezze che continuano a frenare alcuni comparti industriali e il venir meno della spinta dei servizi in determinate aree.

Resta inoltre strutturale il nodo del mismatchtra domanda e offerta di lavoro: per circa la metà delle entrate programmate, le imprese segnalano difficoltà significative nel reperire profili adeguati. Sullo sfondo, le strategie aziendali appaiono in fase di riposizionamento, tra l’esigenza di consolidare i traguardi tecnologici già raggiunti e la necessità di affrontare la sfida della sostenibilità attraverso investimenti green mirati. È questo il quadro che emerge dai dati del sistema informativo Excelsior, l’indagine di Unioncamere realizzata in collaborazione con il Ministero del lavoro, con il supporto della Camera di Commercio della Toscana nord-ovest e dell’Istituto studi e ricerche (Isr).

“Le previsioni consolidate per il 2025 – osserva Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio della Toscana nord-ovest – ci restituiscono l’immagine di un sistema produttivo che si muove a diverse velocità, capace di cogliere le opportunità di ripresa in alcuni territori ma ancora segnato da frenate strutturali in altri. Se da un lato vediamo il consolidamento della trasformazione digitale, dall’altro emerge la necessità di non abbassare la guardia sugli investimenti green. Resta purtroppo severa la difficoltà delle imprese nel reperire i profili professionali richiesti, una criticità che interessa ormai stabilmente un inserimento su due, con un peggioramento sulla costa. Su questo terreno la Camera di Commercio non allenterà il proprio impegno: colmare il divario tra domanda e offerta è essenziale per non frenare il potenziale di sviluppo dei nostri territori“.

Il 2025 per il mercato del lavoro lucchese, tuttavia, si è chiuso all’insegna del dinamismo, con le imprese che hanno programmato 40200 nuovi ingressi, in crescita del 4% rispetto all’anno precedente. Questa vivacità occupazionale è stata alimentata principalmente dal settore dei servizi, per il quale si è rilevata una crescita del 7% nelle assunzioni, e dell’agricoltura (+17%), mentre l’industria ha mostrato un lieve calo (-3%). In questo scenario, favorevole in termini quantitativi, le imprese stanno evolvendo anche in qualità ricalibrando le proprie strategie di selezione con una forte domanda di profili tecnici: le richieste di diplomati provenienti dagli Its Academy (720) risultano raddoppiate rispetto al 2024. Nonostante un lieve miglioramento, le difficoltà di reperimento restano elevate (46%), con le aziende orientate a dare priorità a competenze trasversali come la flessibilità (63%). Sul fronte dell’innovazione, il territorio sembra aver scelto una fase di consolidamento delle tecnologie digitali, mentre gli investimenti green si assestano al 21%, mantenendo un ruolo strategico per la competitività delle industrie locali.

grafici camera di commercio

In provincia di Massa-Carrara, con 15060 assunzioni previste, le imprese hanno delineato un 2025 all’insegna di una contrazione contenuta (-3%). Se da un lato il comparto industriale ha risentito di una fase di assestamento (-8%), in particolare nei settori estrattivo (-21%), metalmeccanico (-9%) e delle costruzioni (-6%), dall’altro la stabilità complessiva dei servizi e il trend positivo dell’agricoltura (+9%) hanno contribuito a contenere la flessione. Resta critico, e in lieve peggioramento, il nodo della difficoltà di reperimento del personale, che interessa il 51% delle entrate programmate (+1 punto percentuale). Segnali positivi arrivano dalla transizione ecologica: cresce la quota di imprese, specialmente nei servizi e nell’agricoltura, che hanno deciso di puntare su tecnologie green, portando al 27% la media provinciale degli investitori in tecnologie sostenibili per aumentare il risparmio energetico e ridurre l’impatto ambientale.

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Le previsioni annuali per la provincia di Pisa descrivono un mercato del lavoro in fase di assestamento nel 2025, con 36220 nuovi ingressi e una flessione del 6% rispetto all’anno precedente. Il calo ha interessato trasversalmente i macro-settori: l’industria ha ridotto le previsioni di assunzioni del 12%, risentendo della contrazione in comparti chiave come la moda (-18%), la metalmeccanica (-14%) e le costruzioni (-8%). Anche i servizi hanno mostrato una flessione (-4%), con il commercio in calo del 7%. Unica nota positiva arriva dall’agricoltura (+3%). Sul fronte della sostenibilità si registra un lieve rafforzamento: il 24% delle imprese investitrici ha orientato le proprie risorse verso soluzioni green (contro il 22% del 2024), con punte del 47% nel settore agricolo. Pisa registra tuttavia la quota più alta di posizioni di difficile reperimento tra le tre province (52%), rendendo sempre più prioritario l’incontro tra formazione e fabbisogni aziendali delle imprese.

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