Logo
Lavoro, in provincia di Lucca previste quasi 10mila assunzioni nel primo trimestre 2026

Industria stabile, servizi alle imprese in crescita. Grande disallineamento tra domanda e offerta: difficoltà delle aziende nel trovare i profili giusti

Il mercato del lavoro lucchese apre il 2026 con segnali di tenuta ma anche con elementi di cautela. Nel trimestre gennaio-marzo le imprese della provincia di Lucca prevedono 9870 assunzioni, un dato in calo del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025, che riflette un clima di prudenza diffusa, in particolare nei comparti più esposti alle incertezze economiche.

Il quadro emerge dai dati del Sistema informativo Excelsior, elaborati dall’Istituto studi e ricerche (Isr) e dalla Camera di Commercio della Toscana nord-ovest, nell’ambito dell’indagine promossa da Unioncamere e dal Ministero del lavoro. L’analisi si basa su un campione di circa 1700 imprese con dipendenti nelle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa.

lucca primo trimestre excelsior camcom

A Lucca, uno degli elementi strutturali più rilevanti resta il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro: quasi una posizione su due (48%) risulta difficile da coprire, sebbene il dato sia in lieve miglioramento rispetto allo scorso anno. Le difficoltà derivano soprattutto dalla carenza di candidati disponibili (29%) e dalla non adeguatezza delle competenze rispetto ai profili richiesti (15%). Le imprese continuano a privilegiare l’esperienza: nel 48% dei casi è richiesta una precedente esperienza nel settore, mentre nel 20% è necessaria una competenza specifica nella mansione.

Dal punto di vista dei titoli di studio, la domanda di lavoro lucchese si concentra prevalentemente su qualifiche professionali (41%) e diplomi di scuola secondaria (26%); più contenuta la quota di laureati (11%) e diplomati Its (2%).

Sul piano settoriale, l’industria lucchese mostra una sostanziale stabilità, mentre il rallentamento appare più evidente nei servizi (-8%), con flessioni che interessano commercio, turismo e servizi alle persone. In controtendenza i servizi alle imprese, che registrano una crescita del 10%. In calo anche il comparto agricolo (-18%).

Le figure professionali più richieste in provincia di Lucca sono quelle legate ai servizi e alle attività operative: addetti alla ristorazione, personale per le pulizie, meccanici e manutentori, operai edili e conduttori di veicoli continuano a rappresentare il cuore della domanda espressa dalle imprese.

“La previsione relativa al primo trimestre 2026 restituisce l’immagine di un mercato del lavoro che, pur mostrando segnali di tenuta complessiva, resta fortemente selettivo – commenta Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio della Toscana nord-ovest. I servizi offrono opportunità significative, mentre l’industria sconta il contesto attuale di forte complessità. Il miglioramento, seppur modesto, del mismatch è un segnale positivo ma la carenza di profili adeguati rimane un ostacolo rilevante per le imprese. Continueremo a sostenere il sistema produttivo promuovendo formazione, innovazione e orientamento per allineare le competenze alle esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione”.

Nel contesto dell’area vasta, Massa-Carrara evidenzia un quadro più fragile, con un calo più marcato delle assunzioni e una forte sofferenza del comparto industriale, mentre Pisa rappresenta l’unica provincia con un lieve segno positivo, grazie soprattutto alla dinamica dei servizi, in particolare turismo e servizi alle persone.

La nota completa, corredata da grafici e tabelle dettagliate per ciascuna provincia, è allegata al comunicato stampa ed è disponibile sul sito www.isr-ms.it.