I dati del settore cartario
|Cartario, la produzione non cresce. Pieretti: “Le criticità vengono da energia, delocalizzazione e calo dei consumi”
Pieretti prosegue: “Dato positivo invece dal settore macchine (+1,1%), dove sul nostro distretto si traduce sostanzialmente con macchine per la lavorazione della carta”
I dati del 2025 sulla produzione industriale nel distretto lucchese, secondo le rilevazioni del Centro studi di Confindustria Toscana Nord, fanno registrare un sostanziale dato in pareggio con un risicato +0,1% rispetto ai rilevamenti dell’anno precedente. In particolare a destare più preoccupazione sono i dati del settore lapideo e della nautica, a questi si aggiunge uno dei settori industriali più importanti sul nostro territorio, il settore cartario che fa registrare un -1,3% rispetto all’anno precedente. Sempre dal punto divista del cartario significativo però è il +1,1% nel settore delle macchine, che per il nostro distretto si traduce in macchine per la lavorazione della carta.

In definitiva i dati del 2025 riguardo al settore della carta vengono descritte con parole positive dal vicepresidente di Confindustria Toscana Nord, Tiziano Pieretti: “Il settore cartario io lo definirei, al di là dei dati, come in un pareggio abbastanza marcato. La situazione degli ultimi anni è una situazione abbastanza buona, sia per la carta che per le macchine. Naturalmente non possiamo nascondere che ci sono una serie di problematiche che riguardano anche questo settore. Una è legata alla diminuzione dei consumi che si registra a livello nazionale. Forse probabilmente lì ci sono varie linee di pensiero, però credo che una delle motivazioni maggiori sia che effettivamente i centri di produzione si stanno spostando altrove e questo è un problema che può diventare anche strutturale e questo è uno degli aspetti che preoccupa di più. L’altro tema è sicuramente quello dell’energia. Abbiamo sempre un differenziale importante, per cui ne risentono i prezzi della competitività, però le aziende reagiscono bene perché tanti prodotti hanno un mercato a corto raggio, quindi sono avvantaggiati e la tecnologia ad oggi fa ancora la differenza. Il settore cartario e i prodotti italiani sono prodotti per il nostro mercato di alta qualità. In sostanza, il settore risente, sia in Italia che in Europa, delle dinamiche di rallentamento dei consumi, ma si continua ad investire per qualificare la produzione e ottimizzare le proprie prestazioni anche dal punto di vista energetico”.
Per quanto riguarda le macchine per la carta Pieretti aggiunge: “Si risente di una situazione di mercato che sta cambiando, soprattutto in Usa. Sicuramente avremmo vantaggi a spostare la produzione la perché il prezzo dell’energia è 1/3 rispetto a quello pagato da noi. Tuttavia la delocalizzazione ci preoccupa leggermente, anche se sappiamo bene che abbiamo investito tantissimo sulle scuole e sulla formazione. Ad oggi, se si vuole lavorare con la carta si deve fare con le macchine italiane“.
I problemi del settore cartario riguardano anche gli scarti di produzione: “Il recupero degli scarti è una realtà – evidenzia Pieretti -, mancano però da noi impianti di smaltimento e per questo facciamo appello alla Regione Toscana. In sostanza nel settore le previsioni non sono negative e a sottolinearlo sono proprio gli investimenti fatti da realtà importanti, come la Fosber che ha un grande stabilimento in continua crescita e DS Smith che arriverà con un grosso impianto sul nostro territorio dal 2026“.

