Cisl Toscana Nord: “Economia lucchese solida ma preoccupa il calo dell’industria”
Il segretario confederale Sichei: “Serve un patto per lo sviluppo per sostenere le imprese nei prossimi anni di transizione economica”
Cisl Toscana Nord fa il punto sul quadro economico‑occupazionale della provincia di Lucca (2023–2024).
“Il territorio lucchese mostra nel 2024 un’economia complessivamente in crescita moderata, con un aumento diffuso del valore aggiunto in quasi tutti i comparti, ad eccezione dell’industria manifatturiera. L’occupazione segue la stessa dinamica: incrementi contenuti, ma costanti, nei principali indicatori del mercato del lavoro – sottolineano i vertici di Cisl Toscana Nord – L’economia lucchese conferma quindi una struttura policentrica, con settori tradizionali forti (cartario, nautica, turismo) affiancati da comparti in espansione (servizi avanzati, attività finanziarie, costruzioni)”.
“Per l’agricoltura +4,87% è una crescita significativa, probabilmente legata a filiere di qualità (olio, vino, florovivaismo) e a una maggiore resilienza delle microimprese. Il -5,52% dell’industria è il dato più critico: rallentamento del manifatturiero, in particolare nei comparti energivori (cartario) e nella meccanica. Bene con il +4,53 per cento le costruzioni, settore ancora sostenuto dagli interventi edilizi e dalla domanda privata, nonostante la fine degli incentivi più forti. Commercio e servizi a +3,31%: buona performance, trainata da turismo, ristorazione e servizi alle imprese. Attività finanziarie, assicurative e varie: +4,37% con il settore in espansione, coerente con la crescita dei servizi professionali e consulenziali. Altri servizi +4,27% che includono cultura, sport, servizi alla persona: crescita stabile, legata anche alla vivacità del territorio”.
“La struttura economica lucchese è solida, con crescita diffusa nei servizi – evidenzia il sindacato – L’unico vero punto di attenzione è l’industria, che pesa molto sul territorio e la cui contrazione può avere effetti a catena su occupazione e indotto”.
“Cresce dell’1,76 per cento il reddito individuale. Si tratta di una crescita moderata: il potere d’acquisto migliora leggermente, ma resta sotto pressione per l’inflazione. Avviamenti al lavoro (Arti Toscana) +1,57% Segnale positivo: il mercato del lavoro è dinamico, anche se la crescita è contenuta. Totale assunzioni +0,74% Incremento lieve: le imprese assumono, ma con prudenza, soprattutto nei settori in rallentamento”.
“L’occupazione cresce, ma non in modo uniforme – spiegano i vertici di Cisl Toscana Nord -. I servizi trainano gli avviamenti, mentre l’industria mostra segnali di rallentamento. Il reddito individuale cresce meno del valore aggiunto dei servizi, segno che la qualità dei contratti potrebbe essere ancora migliorabile“.
“I punti di forza del territorio restano – spiega Cisl – turismo e servizi in espansione, grazie alla forte attrattività culturale e paesaggistica, le specializzazioni produttive riconosciute a livello internazionale (cartario, nautica, meccanica), un ecosistema di Pmi flessibili e capaci di innovare, la crescita delle attività finanziarie e professionali, che rafforza la componente terziaria avanzata. Criticità e rischi la contrazione dell’industria: il –5,52% è un segnale da monitorare attentamente; le assunzioni in rallentamento: +0,74% indica cautela da parte delle imprese; il reddito individuale che cresce poco, con rischio di perdita di potere d’acquisto; la dipendenza dal turismo: settore forte ma sensibile a shock esterni”.
“Sulla base delle dinamiche osservate iservizi continueranno a crescere, soprattutto quelli legati al turismo e alla consulenza – commenta – le costruzioni potrebbero stabilizzarsi su livelli più moderati; l’industria resta la variabile chiave: la ripresa dipenderà da energia, export e investimenti tecnologici, l’occupazione dovrebbe mantenere un trend positivo ma contenuto, con maggiore domanda di profili tecnici e professionali”.
“Le incertezze legate al calo della produzione industriale, il recupero ancora tiepido del potere d’acquisto e una crescita dell’occupazione modesta — peraltro sostenuta in parte da lavoro precario — delineano un quadro complessivamente non rassicurante. Pur in presenza di un dato generale tra i migliori della Regione, superiore al benchmark toscano, emergono elementi di fragilità che non possono essere sottovalutati. È necessario un impegno concreto per stabilizzare il lavoro, contrastando la precarietà sia nel comparto industriale sia nel turismo, due settori strategici per il territorio ma ancora segnati da forte discontinuità contrattuale. Per questo – dichiara Lorenzo Sichei, segretario confederale di Cisl Toscana Nord – riteniamo fondamentale avviare un confronto strutturato con le istituzioni e le parti sociali finalizzato alla sottoscrizione di un patto per lo sviluppo, capace di sostenere le imprese nei prossimi anni di transizione economica, rafforzare la qualità dell’occupazione, incentivare investimenti e innovazione, consolidare il tessuto produttivo locale. La fase che stiamo attraversando richiede responsabilità condivisa e visione strategica, per trasformare i segnali di tenuta in basi solide di crescita stabile e duratura“.


