L'allarme
|L’ira di Flc Cgil e Cobas per i tagli alla scuola toscana: “Per il prossimo anno 15 posti in meno di personale Ata”
Mercuri e Capasso: “Visti la conformazione del territorio e gli accorpamenti si rischia di non garantire neanche l’apertura dei plessi”
“La scuola toscana subirà un taglio notevole del personale Ata, ben 198 posti in meno per l’anno scolastico 2026/27, un colpo durissimo per il settore scuola già segnato da spopolamento, accorpamenti e difficoltà strutturali. Si continua ad utilizzare la scuola come un bancomat con la logica solo e puramente numerica. Ridurre il personale Ata significa indebolire concretamente il diritto allo studio e la qualità dei servizi scolastici”. La pensano così Antonio Mercuri, segretario generale della Flc Cgil di Lucca e Rino Capasso dell’esecutivo provinciale Cobas scuola.
“Per la provincia di Lucca – dicono – ci è stata comunicata dall’Usp la riduzione di 14 collaboratori scolastici e di un assistente amministrativo. È vero che, per ridurre gli effetti sociali negativi (solo) nel primo anno di attuazione delle nuove tabelle sugli organici Ata, non ci saranno perdenti posti tra il personale di ruolo, ma non dimentichiamo che il taglio dei posti significa perdita della possibilità di lavorare per i precari Ata, che sono più del 20 per cento della categoria. A tutto ciò aggiungiamo la follia degli accorpamenti che abbiamo subito, ben quattro istituti in provincia – il 25% degli accorpamenti regionali – creando di fatto dei mostri sia per il numero di alunni e personale che per il numero dei comuni coinvolti (tutti i nuovi istituti sono a scavalco in due Comuni, e addirittura in 3 nel caso dell’Ic Porcari-Montecarlo-Villa Basilica; l’Isi Piaggia- Don Lazzeri-Stagi ha ben 109 alunni con disabilità). Se si considera la conformazione particolare della rete scolastica provinciale, caratterizzata da numerosi plessi e sedi distaccate in territori vasti (per esempio la Media Valle-Garfagnana e l’Alta Versilia), si rischia di non garantire neanche l’apertura dei plessi”.
“Va ricordato che i collaboratori scolastici ogni giorno garantiscono l’accoglienza, la vigilanza, la sicurezza e il supporto agli alunni – proseguono Mercuri e Capasso – Non vogliamo metal detector o norme repressive per contrastare la violenza nelle scuole, vogliamo più personale con il giusto riconoscimento economico: non dimentichiamo che il personale scolastico in Italia percepisce le retribuzioni più basse d’ Europa! Infine, facciamo un appello al sirettore dell’Usr Toscana e a tutti i politici (delle Conferenze Zonali, della Provincia e della Regione) che hanno gestito gli accorpamenti sulla nostra provincia di mantenere l’impegno preso e – diversamente da quanto accaduto finora – garantire con l’assegnazione dei posti in deroga (che avverrà in un secondo momento) il recupero almeno dei posti persi in provincia di Lucca in organico di diritto”.


