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Polemiche sull’attività estrattiva, Scaltritti: “Nuovo patto per lo sviluppo sociale, economico e ambientale”

L’operatore del settore: “Cave e cavatori con le loro attività sono parte integrante della storia ambientale delle Apuane”

“Le azioni di sfregiare le macchine degli ambientalisti che avevano organizzato pacificamente una camminata per promuovere le loro idee sul futuro delle Alpi Apuane “per liberarle dalle Cave e dalle loro attività” sono atti violenti che non sono né giustificabili né ammissibili nel contesto democratico e chi lì ha commessi è bene che ne paghi le conseguenze”. A pensarla così è l’operatore economico di settore Marco Scaltritti.

“Detto questo spero che si colga l’occasione per ristabilire un clima di rispetto reciproco per definire obiettivi condivisi sociali, economici e ambientali – cie – Certamente i temi aperti sono molti delicati investono questioni di principio e spesso sono anche fortemente divisivi e trovare un filo comune che unisca per creare armonia nelle nostre comunità ed equilibri negli interessi non è facile. Spetta alla politica e ai sindaci, che troppo spesso sono ingiustamente diffamati, trovare luoghi di dialogo con le parti in primo luogo con chi vive e lavora nelle alpi Apuane, quindi con le forze sociali organizzate (sindacati, rappresentati delle associazioni di imprese industriali, artigiane, agricole e turistiche) e con gli ambientalisti. Soprattutto questo ruolo di propulsore dello sviluppo sostenibile e della definizione delle scelte future da fare spetta all’ente Parco Regionale. Ma non possiamo però neanche non riconoscere gli sforzi di regolamentazione, di indirizzi per costruire una nuova compatibilità ambientale/sociale fatti ed elaborati dai presidenti succedutosi: da Grassi a Putamorsi e ora da Tagliasacchi”.

“La Regione deve potenziare l’ente sostenere gli sforzi, dare garanzie alle comunità, a chi ci lavora e agli amanti promuovendo un nuovo Patto per lo sviluppo condiviso. Ma per fare questo bisogna lavorare per generare un clima di reciproco rispetto fra le parti ed occorre anche che il mondo ambientalista la smetta di favoleggiare riconversioni dei cavatori in guida o operai pubblici e sostenere slogan e obiettivi come liberare le apuane dalle cave eccetera.  Con la contrapposizione, con le guerre non si va da nessuna parte. Le cave e i cavatori con le loro attività tradizionali e moderne sono parte integrante della storia ambientale delle Alpi Apuane perché è l’uomo con il suo lavoro le comunità dei residenti che con sacrifici le hanno realizzate cosi belle e certamente le vogliono preservare. Senza la permanenza di un sistema di estrazione regolamentato e condiviso assieme a nuovi lavori e servizi civili che contrastino lo spopolamento e l’abbandono delle attività agricole forestali non si può creare una nuova economia solo turistica/ambientale”.

“Certamente – conclude – anche il mondo imprenditoriale ci deve mettere del suo impegnandosi per esempio a fare investimenti di sviluppo sostenibile utilizzando una parte degli utili in opere pubbliche o iniziative private nella gestione turistica ricettiva concertando con le istituzioni le priorità. Infine in qualità di operatore dello sviluppo economico delle aree interne che da 40 anni cerca di promuovere lo sviluppo sostenibile di superare la contradizione tra ambiente e lavoro sono ad esprimere ai cavatori alle imprese che operano nella coltivazione del marmo delle apuane piene solidarietà di fronte ai tentativi di criminalizzare il loro utile lavoro e le loro attività”.