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Sciopero dell’industria, Bindocci (Uil): “Se non si inverte la rotta crisi manifatturiero irreversibile”

Il coordinatore provinciale: “Il lavoro non si delocalizza. Le filiere non si smantellano. Le aziende toscane vanno difese e rilanciate”

I sindacati serrano i ranghi e chiamano alla mobilitazione generale i lavoratori di tutta la regione per fermare quella che viene definita come una strisciante e pericolosa deindustrializzazione del territorio. Giovedì (9 luglio) le sigle confederali Cgil, Cisl e Uil Toscana hanno indetto uno sciopero unitario dell’industria, che vedrà la sua manifestazione principale a Firenze. Un appuntamento ritenuto cruciale anche per la provincia di Lucca, dove i tavoli di crisi aperti nel settore tessile e in altri comparti strategici stanno alimentando forti preoccupazioni per la tenuta occupazionale delle famiglie.

A lanciare l’appello alla partecipazione è il coordinatore provinciale della Uil di Lucca, Massimiliano Bindocci, che analizza con severità lo stato di salute della manifattura locale e regionale. “Giovedì 9 luglio è stato indetto uno sciopero unitario dell’industria toscana da Cgil, Cisl ed Uil Toscana – ricorda Bindocci – Questo perché, se non si inverte quanto sta accadendo, la crisi del settore manifatturiero in Toscana diventa irreversibile. Senza industria nel territorio aumenta la povertà, e l’intera regione diventa più marginale. I numeri di questi anni sono impietosi. C’è anche un problema all’interno del mondo industriale di distribuzione iniqua delle risorse appannaggio della proprietà e dei manager. Occorre un’industria più forte e una maggiore distribuzione delle risorse tra chi lavora, siamo ormai all’emergenza, tra chiusure e delocalizzazioni. Anche Lucca c’è dentro a questa crisi, nel tessile, ma anche in altri ambiti. È importante mobilitarsi e partecipare, nonostante il caldo, l’iniziativa sarà a Firenze“. “Un caldo – aggiunge l’esponente sindacale – che all’interno di molti stabilimenti continua ad essere un problema irrisolto tra l’indifferenza di molte aziende e l’assenza di controlli“.

I motivi della protesta e le rivendicazioni della piazza sono stati messi nero su bianco in un documento programmatico congiunto diffuso a livello regionale dalle tre sigle, che individua nella difesa dei distretti produttivi l’unica barriera contro la disgregazione sociale delle comunità toscane. “Il 9 luglio tutti a Firenze – si legge nel testo ufficiale firmato da Cgil, Cisl e Uil Toscana Scioperiamo perché senza industria non c’è sviluppo. Scioperiamo perché senza investimenti non c’è futuro. Scioperiamo perché senza lavoro di qualità non c’è coesione sociale. Scioperiamo per difendere la Toscana manifatturiera, le sue competenze, i suoi distretti o si perde il lavoro di decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori. Il 9 luglio lavoratrici e lavoratori dell’industria scenderanno in piazza a Firenze per chiedere risposte concrete, impegni verificabili e una strategia condivisa per il futuro produttivo della Toscana. Il lavoro non si delocalizza. Le filiere non si smantellano. L’industria toscana va difesa e rilanciata“.

Massimiliano Bindocci