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Condizioni logoranti per i lavoratori dell’igiene ambientale, Fiadel chiede di superare il modello con l’operatore unico

Il segretario Arduino: “Turni massacranti, usura fisica e scarse tutele rendono la professione sempre meno attrattiva per i giovani”

Trentamila infortuni all’anno e un vero e proprio boom di inidoneità permanenti che rischiano di mandare in crisi il comparto. La Fiadel di Lucca lancia un grido d’allarme durissimo sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori del settore dell’igiene ambientale, puntando il dito contro l’attuale sistema di raccolta dei rifiuti “porta a porta” basato sul modello del monoperatore. Secondo il sindacato autonomo, il peso della raccolta differenziata non può continuare a ricadere interamente sul fisico e sulla salute degli addetti che operano sulle strade della provincia di Lucca.

Le condizioni quotidiane in cui si trovano a operare i dipendenti descrivono una situazione di estremo disagio e logoramento. “Immaginate un solo operatore che, a pochi metri dal proprio mezzo con il lampeggiante acceso, solleva, trascina e si piega per svuotare l’ennesimo bidone — si legge nel documento diffuso dalla sigla sindacale —. Una scena estenuante: per oltre 6 ore gli operatori scendono e salgono dal mezzo, sotto il sole cocente o la pioggia battente con il rischio di investimento. È questo il ritratto quotidiano del servizio di raccolta rifiuti ‘porta a porta’ basato sul modello del monoperatore, un sistema che sta mostrando tutti i suoi limiti strutturali, sociali e, soprattutto, sanitari. Secondo gli ultimi dati Inail, questo modello si traduce in oltre trentamila infortuni l’anno, con un trend di malattie professionali e inidoneità al lavoro in costante crescita”.

Per il sindacato, le attuali modalità organizzative non possono più essere considerate intoccabili di fronte ai danni fisici accertati nel corso degli ultimi dieci anni. “L’organizzazione del lavoro non può essere considerata una regola assoluta e intoccabile: va giudicata dagli effetti che produce nel tempo — spiega Giuseppe Arduino, segretario e coordinatore della Fiadel di Lucca —. E dopo oltre un decennio dall’introduzione massiva del porta a porta, gli effetti sulla salute di chi sta in strada sono sotto gli occhi di tutti. Ci troviamo di fronte a un’ondata di operatori e operatrici dichiarati parzialmente o totalmente inidonei in massa, spesso in modo permanente, a causa del logoramento fisico. Parliamo di una fatica fisica continua, ripetuta ogni giorno, per anni. A questo si aggiunge l’esposizione costante ai fattori climatici – caldo estremo, freddo, pioggia – e la continua manovra dei mezzi in contesti urbani complessi. Ormai non parliamo più di un rischio da valutare, ma di una certezza statistica di danno alla salute. L’Inail non fa che confermarlo: i dati non calano, aumentano“.

Esiste inoltre una forte preoccupazione legata ai risvolti economici e occupazionali del fenomeno, che rischia di sfociare in una grave emergenza sociale sul territorio. “C’è poi un aspetto economico sommerso che non va ignorato: i costi relativi alle malattie professionali e alle tutele sanitarie ricadono direttamente sulle tasche di noi cittadini e contribuenti — sottolinea ancora Arduino —. Più la raccolta differenziata funziona, più il peso fisico e l’usura del corpo si scaricano sull’operatore singolo, mentre la collettività ne paga il conto economico. Questo logoramento ha generato un altro effetto collaterale gravissimo che mette a rischio la tenuta stessa dei servizi: ad oggi le aziende del settore fanno sempre più fatica a reperire personale. Turni massacranti, usura fisica precoce e scarse tutele rendono questa professione sempre meno attrattiva per i giovani. Senza un cambio di rotta strutturale, il sistema è destinato al collasso per mancanza di forza lavoro“.

La sigla sindacale sposta quindi l’attenzione sulle pesanti conseguenze che gravano sui lavoratori resi invalidi dal servizio e sui pericoli legati alla viabilità cittadina. “Quando un lavoratore si usura a causa del servizio e non può più svolgere la mansione, e l’azienda non ha posizioni interne dove ricollocarlo, il licenziamento diventa l’unica, drammatica via d’uscita. Dietro ogni inidoneità c’è una persona, c’è una famiglia, con ricadute sociali pesantissime nei territori di Lucca e provincia. Al logorio fisico si somma, inoltre, un gravissimo problema di sicurezza stradale. La raccolta manuale costringe i lavoratori a lasciare il mezzo nella circolazione stradale: nei pressi di curve, in punti critici o sezioni stradali strette. L’operatore scende, carica a terra, risale, riparte e si ferma di nuovo cento metri dopo. In una città congestionata dal traffico, questo significa esporre le persone al rischio concreto di investimento a ogni singola fermata, centinaia di volte a turno”.

Da qui la richiesta perentoria alle amministrazioni locali affinché si apra una profonda riflessione politica che metta al centro la tutela dei lavoratori e investimenti massicci nell’automazione tecnologica e nella revisione dei carichi di lavoro. “I numeri, le patologie riscontrate e la carenza di personale devono imporre una profonda riflessione a tutti gli amministratori locali che gestiscono e appaltano il servizio di nettezza urbana — conclude la nota della Fiadel di Lucca —. Chi governa i territori non può limitarsi a guardare le percentuali della raccolta differenziata o i bilanci economici di breve termine: deve farsi carico della sostenibilità sociale e della tutela biologica di chi garantisce il decoro delle nostre città. Spetta alla politica locale pretendere modelli di gestione che non consumino la salute delle persone. Non stiamo inventando nulla di nuovo. Stiamo semplicemente chiedendo di smettere di scaricare l’intero peso ecologico e fisico della comunità sulle spalle e sulla salute di una persona sola. Una transizione ecologica che non tutela la salute di chi la attua sul campo non è una transizione civile, è solo un passo indietro di cinquant’anni“.