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Personale Ata, Cisl: “Oltre 21mila posti continueranno ad essere affidati a supplenze”

Il permanere di numerose sedi prive di un titolare e il ricorso a reggenze o incarichi temporanei non possono diventare una condizione ordinaria come di fatto sta accadendo.

“Ogni assunzione a tempo indeterminato è un investimento sulle persone e sulla qualità del servizio scolastico”. Per questo, secondo Gian Michele Mostardini, segretario generale della Cisl Scuola Toscana Nord, “Le autorizzazioni alle immissioni in ruolo del personale Ata per l’anno scolastico 2026/2027 rappresentano un punto che merita un’analisi attenta e approfondita”.

“Il contingente autorizzato – spiega – è pari a 13.860 assunzioni, di cui 11.761 nei profili Ata e 2.099 Funzionari di Elevata Qualificazione (DSGA). Dopo le operazioni di mobilità risultano però ancora 34.969 posti vacanti. Ciò significa che meno del 40% delle disponibilità sarà coperto con personale di ruolo, mentre oltre 21mila posti continueranno ad essere affidati a supplenze. Negli ultimi anni il lavoro delle segreterie scolastiche è profondamente cambiato. Le scuole gestiscono procedure amministrative sempre più complesse, progetti finanziati con risorse nazionali ed europee, digitalizzazione, trasparenza, privacy, sicurezza e rendicontazione. Tutto questo richiede personale stabile e qualificato. Continuare a fare affidamento su organici incompleti significa indebolire la capacità organizzativa delle istituzioni scolastiche.

Nelle province di Lucca, Pistoia e Massa Carrara questa realtà è evidente. Assistenti amministrativi, assistenti tecnici, collaboratori scolastici e DSGA garantiscono quotidianamente il funzionamento delle scuole con grande professionalità, spesso sopperendo alle carenze di organico.
Particolarmente delicata è la situazione dei Direttori detaTA, garantisce la regolarità contabile e amministrativa e supporta il dirigente scolastico nella gestione dell’istituzione. Il permanere di numerose sedi prive di un titolare e il ricorso a reggenze o incarichi temporanei non possono diventare una condizione ordinaria come di fatto sta accadendo.

Come evidenziato anche dalla Cisl Scuola nazionale, è fondamentale completare rapidamente le operazioni di nomina e valorizzare tutte le graduatorie disponibili affinché ogni posto autorizzato sia effettivamente coperto. Ma è altrettanto necessario ridurre il divario tra il contingente autorizzato e il reale fabbisogno delle scuole. Come Cisl Scuola Toscana Nord riteniamo che investire sul personale Ata significhi investire sulla qualità della scuola pubblica. Per questo auspichiamo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Ministero dell’Economia valutino un ulteriore adeguamento del piano assunzionale, rendendolo maggiormente rispondente ai posti realmente vacanti e alle esigenze organizzative delle istituzioni scolastiche. Ridurre il precariato significa garantire continuità, efficienza e qualità del servizio pubblico di istruzione”.