E’ nata la consulta per la denominazione dei beni regionali

Ecco i nuovi componenti della Consulta per la denominazione dei beni regionali: Jacopo Alberti, Giacomo Bugliani, Eugenio Giani e Valentina Vadi, consiglieri regionali; Maria Grazia Armanini, Elena Torretta e Luciano Artusi, esperti in storia, geografia, toponomastica; Francesca Basanieri, sindaco di Cortona e Pierandrea Vanni, vicesindaco di Sorano, che sono stati designati dal Consiglio delle autonomie locali. Il consiglio regionale ha approvato la delibera a maggioranza.

È stato il presidente della commissione affari istituzionali, Giacomo Bugliani (Pd) ad illustrare l’atto, sottolineando, fra l’altro, che la partecipazione è a titolo onorifico. La Consulta, che resterà in carica per l’intera legislatura, esprime pareri e formula proposte alla giunta regionale sulla denominazione dei beni regionali che, in alcuni casi, hanno una notevole rilevanza storica e sociale.
La Consulta svolge inoltre funzioni di vero e proprio osservatorio sulla denominazione dei beni pubblici nel territorio regionale e propone a comuni e province la denominazione di strade e piazze, come pure l’apposizione di lapidi commemorative.
“Il clima, che ha condotto a queste designazioni, mi auguro possa caratterizzare anche il futuro lavoro della Consulta – ha rilevato Stefano Mugnai (Forza Italia) – Nel passato anche la toponomastica è stata terreno di scontro ideologico e di veti incrociati. A Firenze ancora manca una strada, una piazza, un giardino dedicato ad Oriana Fallaci”. “Speriamo che la Consulta sia super partes, soprattutto per testimoniare la grandezza della regione in cui viviamo – ha sottolineato Manuel Vescovi (Lega Nord) – Il nostro rappresentante Jacopo Alberti, molto preparato su questi temi, è sicuramente una garanzia”.
Secondo Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) è molto importante valorizzare la cultura toscana ed italiana attraverso la toponomastica. “Il presidente del Consiglio regionale – ha affermato – è sempre stato molto sensibile e attento a rispettare la pluralità delle storie e delle origini, che, tutte insieme, creano la nostra identità”.
È stato Gabriele Bianchi (Movimento 5 Stelle) ad annunciare il voto di astensione del proprio gruppo, perché “ci siamo trovati di fronte ad una lista preconfezionata, senza alcuna possibilità di intervenire”. “Bisogna dedicare strade e piazze a personaggi, che siano stati portatori di valori da trasmettere ai giovani – ha dichiarato Paolo Sarti (Sì Toscana a sinistra) – Questi valori sono il rispetto della diversità, il pacifismo, la democrazia. Altri valori non lo meritano”.
In “dissonanza” con il proprio gruppo, Andrea Quartini (M5S) ha annunciato il voto contrario, perché risultano esclusi i gruppi di auto-aiuto, che, a suo giudizio, sono realtà da valorizzare anche nella politica sanitaria. “Sono a costo zero – ha osservato – e fanno un lavoro che, spesso, i professionisti non riescono a fare. Voto contrario è stato dichiarato anche dal capogruppo M5S, Giacomo Giannarelli.
“La cultura è la nostra storia, le nostre radici, e va salvaguardata – ha rilevato Elisa Montemagni (Lega Nord), annunciando voto favorevole – Non c’è niente di male a intitolare una strada ad una persona che ha una valenza particolare. Non c’è il pensiero unico”. Voto favorevole anche per Marco Casucci (Lega Nord), con l’augurio che la toponomastica possa essere espressione di toscanità. “È molto importante per noi leghisti – ha sottolineato – dare un nome a strade e piazze, perché significa radicamento nel territorio e senso di appartenenza ad una comunità”.
Il consigliere Jacopo Alberti (Lega Nord) ha ringraziato il suo gruppo, il partito di maggioranza ed i gruppi di Forza Italia e Fratelli d’Italia per il sostegno alla sua candidatura. “Abbiamo assistito negli anni passati – ha osservato – ad una  sovietizzazione della toponomastica in molti comuni. Sarò una garanzia per tutti contro l’eccesso di politicizzazione”.
“Spero che la Consulta dedichi un’attenzione particolare agli eroi minori, locali, quelli che magari hanno fatto grande una città”, ha affermato Irene Galletti (M5S), annunciando il voto di astensione.

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