Fit Cisl: “Aumenti autostrade non collegati al costo della vita”

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Aumento dei prezzi delle autostrade, la Fit Cisl non ci sta: “Anche il nuovo anno – dicono Stefano Boni, segretario generale per la Toscana e Francesco Chiaravalli, responsabile viabilità – porta con sé l’aumento delle tariffe autostradali, in barba all’inflazione misurata dall’Istat su base annua, che ha visto chiudere il 2016, dopo ben 57 anni, in deflazione. Il sovrapporsi di norme che tengono conto dei parametri legati alla qualità dei servizi, alla maggiore produttività e agli investimenti effettuati dalle società concessionarie, fa sì che ogni anno si determinino degli aumenti sganciati dalla vita reale e dalle spese che ogni famiglia/cittadino deve sopportare tutti i giorni. Infatti si registrano aumenti medi nazionali dello 0,77 per cento. Per il tratto toscano abbiamo registrato in Autostrade per l’Italia +0,64 per cento, in Sat + 0,90 per cento, in Autocamionale della Cisa S.p.A. +0,24 per cento”.

“La questione è grave – proseguono i sindacati – Il governo ha allungato le concessioni alle aziende che attualmente gestiscono la rete autostradale ma non è intervenuto sui meccanismi di aumento automatico dei pedaggi che a tutt’oggi è ingiustificabile e di difficile comprensione. Inoltre sembra che per il 2017 sia previsto il “recupero di eventuali incrementi tariffari non riconosciuti negli anni precedenti” con inevitabili ulteriori aumenti nel corso dell’anno. Il traffico autostradale in Toscana è in aumento, gli investimenti in manutenzione stentano a decollare, i risultati economici e gli utili invece sono in crescita con relativo aumento della produttività di sistema, mentre gli addetti sono in continua diminuzione, non solo per effetto delle automazioni ma anche perché c’è una riduzione dei servizi dell’assistenza, che per il sindacato è inaccettabile. Con la crescita della produttività delle società autostradali, le tariffe andrebbero ridotte e non aumentate, proprio per favorire lo sviluppo, l’occupazione e i cittadini viaggiatori. In questo contesto, per esempio, crediamo che l’authority dei trasporti, debba verificare effettivamente come stanno le cose e analizzare i meccanismi di aumento delle tariffe autostradali; se non coerenti con l’aumento del costo della vita, deve intervenire e chiedere delucidazioni sul perché si proceda in una direzione sganciata dalla vita reale del paese”.
“Come Fit-Cisl – concludono – crediamo che anche la Regione Toscana, sempre nel rispetto delle proprie competenze previste, debba farsi carico di questa situazione ed intervenire sia sul governo che sull’authority dei trasporti, affinché si faccia chiarezza sui meccanismi di aumento tariffe che gravano interamente sui cittadini viaggiatori, che tutti i giorni usufruiscono delle autostrade italiane. Dobbiamo aprire una discussione reale su questo tema che assilla milioni di Toscani e che subiscono l’aumento delle tariffe senza avere voce in capitolo”.

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