Iva e diritto allo studio, Barni: priorità è mantenere i servizi

Valutare l’impatto che potrà avere sui bilanci degli enti per il diritto allo studio universitario la questione relativa all’applicazione dell’Iva sui servizi agli studenti, ma soprattutto decidere insieme quali iniziative adottare perché questi servizi non siano tagliati. Questo l’obiettivo dell’incontro che stamani a Roma ha riunito gli enti e gli organismi del diritto allo studio universitario, alla presenza di Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana e coordinatrice, per le materie del diritto allo studio, della commissione Istruzione, formazione e lavoro della Conferenza delle Regioni. L’emendamento alla cosiddetta manovrina votato nelle scorse settimane dà infatti una interpretazione definitiva sulla esenzione del pagamento dell’Iva sulla ristorazione e sulle residenze universitarie, ma lascia aperti diversi problemi per tutti gli importi del passato e su diversi aspetti futuri.

Per il prossimo anno si stima a livello nazionale una perdita di oltre 50 milioni di euro e per il passato una eventuale perdita di oltre 200 milioni di euro. Ma per valutare meglio le conseguenze di tutto questo nella riunione di oggi è stato deciso di realizzare un’indagine in merito.
“La legge – ha sottolineato Monica Barni – rischia di mettere in difficoltà il diritto allo studio universitario a livello nazionale. Per questo, insieme all’Andisu abbiamo deciso di realizzare un’indagine che rilevi il suo impatto negativo sui bilanci degli enti al fine di aprire un confronto costruttivo con il Ministero e l’Agenzia delle Entrate e gli altri livelli istituzionali interessati. Dare minori risorse per gli enti del diritto allo studio vuol dire poter realizzare minori servizi per gli studenti. Auspico quindi che il Governo, dati alla mano, possa modificare la norma o trovare delle modalità di compensazione dei suoi effetti. Occorre sempre ricordare che il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali e inalienabili della persona”.
“Una norma voluta dal Governo per chiarire un aspetto tecnico come quello dell’esenzione dal pagamento dell’Iva sui servizi per gli studenti universitari che appassiona poco la gente – ha affermato Carmelo Ursino, presidente dell’Andisu, l’Associazione nazionale che riunisce gli organismi per il diritto alo studio – ma che andrà a colpire indirettamente gli studenti universitari visto che molti degli enti per il diritto allo studio chiuderanno in rosso i propri bilanci per il 2016, con il conseguente possibile taglio ai servizi o aumento del costo degli stessi”. Andisu e Regioni si ritroveranno a settembre per concordare insieme le azioni da portare avanti a livello governativo e parlamentare, ma anche europeo.

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