Autostrade, tagli del 50% agli appalti pulizie. Uiltrasporti: “Lavoratrici sul lastrico”

La Salt, come tutte le altre società del gruppo Gavio, sta procedendo al cambio degli appalti del servizio pulizie per giungere ad un unico appalto a livello nazionale.

“Alberto Rubegni – spiega Simone Marsili di Uiltrasporti – legale rappresentante della Argo finanziaria ha varato questo programma per le concessionarie autostradali, per conseguire tagli delle spese che vanno oltre il 50 per cento. Ciò porterà ad una macelleria sociale, con forti riduzioni delle ore di lavoro degli addetti: già ora le lavoratrici della Sgs (che curavano la pulizia della direzione Salt) sono state costrette a dare le dimissioni per giusta causa, in quanto il taglio delle ore lavorate (da 11,25 a settimana calavano a 7,5) ha reso troppo onerosi i costi sostenuti per il raggiungimento del posto di lavoro. Le altre due società di pulizie che operano sulla Salt, Pluriservice e Global Service, hanno ricevuto la disdetta degli appalti a far data dal 16 luglio e sino ad oggi nessuno ha comunicato ufficialmente cosa succederà dal 17 luglio; anche per loro il taglio paventato ci dicono si attesti intorno al 50 per cento; intanto tutte le addette hanno ricevuto la lettera di licenziamento”. “Tutto questo – continua Marsili – sta succedendo in un settore opulento come quello delle concessioni autostradali, che gestiscono un monopolio, con margini di guadagno stratosferici rispetto agli altri settori. I governi che si sono succeduti fino ad oggi hanno consentito a imprenditori privati di sfruttare un bene pubblico rastrellando risorse che poi, come nel caso del Gruppo Gavio, sono state reinvestite all’estero: 529 milioni di euro per l’acquisto del 41 per cento di Ecorodovias in Brasile e ultimamente 60 milioni di dollari per il 50 per cento di Halmar, società con base a New York. Le autorità pubbliche che dovrebbero vigilare sugli obblighi dei concessionari autostradali, sulla qualità e quantità del servizio e sul rispetto dei contratti di lavoro, sembrano essersi assopite. Contrariamente a quanto previsto dai contatti collettivi nazionali di lavoro, il gruppo non ha fornito le previste informative relative alle condizioni occupazionali e di lavoro del personale impiegato. Abbiamo appreso che il Consorzio ServiziEuroJob (vincitore dell’appalto con la logica del massimo ribasso) non ha minimamente rispettato i tempi e le modalità per gestire correttamente il passaggio del personale sul cambio di appalto, violando di fatto le procedure previste dai contratti nazionali del lavoro”.
“Il Consorzio – continua il sindacalista – sta di fatto costringendo le aziende uscenti a consorziarsi, pagando così un 5 per cento sul fatturato, senza sapere cosa il Consorzio offra. Le conseguenze di questo agire ‘disinvolto’ si sono già manifestate sui luoghi di lavoro: in Salt si sta verificando un calo della qualità e quantità del servizio delle pulizie degli uffici e della direzione, un po’ per la riduzione degli orari e probabilmente dei prodotti impiegati, fino ad arrivare alla mancanza di carta igienica nei bagni. Ai lavoratori della Salt spetta il compito di vanificare le scelte miopi dei vertici di Tortona, con la mobilitazione e le azioni di sciopero che, come in passato, hanno fatto perdere all’azienda molto più di quanto prevedeva di guadagnare con i tagli. E’ già stato programmato sciopero dei caselli autostradali dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22 di domenica 23 luglio, mentre gli uffici Salt sciopereranno 4 ore venerdì 21 luglio”.
La lotta ha mosso i primi passi domenica, da La Spezia: “Le lavoratrici hanno manifestato e scioperato, sia quelle di Global service sia di Pluriservice – precisa Simone Marsili – Si tratta di un taglio del 50 per cento sulle ore e spesso e volentieri sono donne, alle volte monoreddito con figli a carico. Stupisce che le autostrade si permettono tagli di questo genere nei confronti dei settori come pulizie che potevano essere sì armonizzati e ridimensionati ma non in questo modo, sulla pelle dei lavoratori. Il 50 per cento delle ore significa un taglio del 65 per cento sui costi, perché bisogna metterci l’utilizzo dei prodotti, dei macchinari e via dicendo. Lascia sorpresi il fatto che l’8 giugno Gavio abbia siglato un protocollo d’intesa di relazioni industriali con il settore Autostrade in cui era prevista la discussione preventiva degli appalti che, di fatto, ha già smentito”.

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