Criminalità organizzata, Bugli: “Rapporto annuale utile a istituzioni”

“Questo rapporto è importante perché non esistono aree completamente immuni dalla mafia e dalla corruzione, nemmeno in Toscana, dove pure si è sempre combattuto, e con buoni risultati, il fenomeno mafioso. Con questa seconda edizione, inoltre, diventa più strutturato e comincia ad essere decisamente utilizzabile per conoscere il fenomeno ma anche per supportare le azioni di confronto con le altre Istituzioni. Tra gli obiettivi che ci siamo prefissi, infatti, c’è il fornire a tutti i livelli istituzionali gli strumenti per riconoscere i segnali della presenza di fenomeni mafiosi e per valutare efficacemente le situazioni di vulnerabilità economica, sociale e istituzionale che rendono alcuni territori toscani potenzialmente permeabili alle organizzazioni criminali”. Lo ha affermato, aprendo la presentazione del secondo rapporto sui fenomeni della criminalità organizzata e sulla corruzione in Toscana, l’assessore alla Presidenza, Vittorio Bugli, che ha tra le altre la delega alla sicurezza dei cittadini e alla legalità. All’iniziativa, che ha visto le conclusioni del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, hanno partecipato la prefetto di Firenze, Laura Lega, il procuratore capo del Tribunale di Firenze, Giuseppe Creazzo, il procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho, i docenti Donatella Della Porta e Salvatore Sberna della Scuola Normale Superiore ed Alberto Vannucci dell’Università di Pisa, che hanno illustrato e commentato il rapporto.

L’assessore Bugli, parlando dei fenomeni criminali, ha precisato: “La Toscana non ha insediamenti mafiosi di tipo stabile sul proprio territorio, ma le funzioni associabili alla mafia esistono e in certi casi sono anche in crescita, comunque in più settori, a cominciare da quello del traffico della droga. Il nostro, anche per la predisposizione economica, è un territorio in cui le organizzazioni hanno mobilità al suo interno. Per quanto riguarda la corruzione, ad esempio, vi è una pluralità di casistiche. Una di queste interessa il settore sanitario, mentre non sembra che, per adesso, essa sia significativamente presente nella politica”. L’assessore, inoltre, ha precisato alcune attività della Regione: “Curiamo l’Osservatorio dei beni confiscati alla mafia e cerchiamo di coinvolgere tutte le altre Istituzioni a cominciare dai Comuni. Lavoriamo con Arci, Legambiente, Libera ed altre associazioni per la formazione del personale e dei volontari. Curiamo progetti specifici. Cerchiamo di spingere tutta la società toscana a non essere indifferente”. E ha concluso evidenziando un aspetto: “C’è molta sensibilità verso il tema della sicurezza. La reazione non può essere delegata solo alle forze dell’ordine o alla Magistratura, che pure fanno un ottimo lavoro, ma deve essere tutta la società toscana, a partire dalle sue Istituzioni, a non risultare indifferente ed a dare risposte tali da impedire l’affermazione e il radicamento dei fenomeni criminali e della corruzione in Toscana”.

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