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Ok in commissione alla proposta di legge che disciplina i rapporti tra le cooperative sociali e gli enti pubblici

“Innovazione unica nel panorama nazionale”, parola del presidente della commissione sanità, Stefano Scaramelli (Pd), che ha così commentato il voto sulla disciplina dei rapporti tra le cooperative sociali e gli enti pubblici che operano in ambito regionale. La proposta di legge è stata licenziata a larga maggioranza: tutti i commissari a favore, eccetto Jacopo Alberti (Lega) che ha optato per l’astensione.

“Questa legge è importante, dimostra il senso del nostro impegno per l’inserimento lavorativo delle persone con difficoltà, offrendo loro opportunità di lavoro concrete – ha sottolineato il presidente – attraverso il coinvolgimento delle cooperative sociali, da parte delle amministrazioni locali; nei percorsi di co-progettazione e co-programmazione, diamo risposte serie in tema di occupazione, di dignità e di vera integrazione sociale”. “Questa legge, che andrà al voto dell’aula nella prossima seduta, è un monito importante per il sistema sanitario e sociale della Regione Toscana e per le Asl – ha concluso Scaramelli – reso ancora più cogente dal lavoro della nostra commissione che, dopo la fase di ascolto e quindi il confronto tra i vari gruppi politici, ha emendato l’atto della giunta in vista di misure sempre più efficaci per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate”.
In linea con la normativa europea, il codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 50/2016) ha fatto salva la disciplina delle cooperative sociali, legittimando pertanto nel sistema della contrattualistica pubblica le convenzioni con le cooperative sociali e prevedendo espressamente la possibilità di riservare il diritto di partecipazione alle procedure di appalto e a quelle di concessione alle cooperative sociali e ai loro consorzi, il cui scopo principale sia l’integrazione sociale e professionale delle persone con disabilità o svantaggiate.
La recente riforma del terzo settore ha confermato il ruolo fondamentale della cooperazione sociale, ribadendone la necessità di coinvolgimento da parte delle amministrazioni fin dalla fase di programmazione, progettazione e organizzazione degli interventi e, in tale contesto, la Regione Toscana ha avviato un percorso di revisione della legge regionale 87/97 che disciplina i rapporti tra le cooperative sociali e gli enti pubblici che operano nell’ambito regionale.
L’orizzonte è un’idea di sviluppo con al centro la persona e i suoi diritti, nella piena integrazione e inclusione sociale dei cittadini in condizioni di svantaggio.
La proposta di legge si articola in cinque capi: le disposizioni generali, l’albo regionale delle cooperative sociali, le modalità di erogazione dei servizi da parte delle cooperative sociali, la Consulta regionale sulla cooperazione, e infine le norme di prima applicazione in materia di affidamenti contrattuali.

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