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Allo studio rimborsi per chi subisce un trapianto fuori regione

La commissione sanità del Consiglio regionale, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd) è al lavoro sulla proposta di legge per assicurare rimborsi ai toscani che si sottopongono a trapianto di organi in altre regioni, in analogia con quanto già avviene per chi si reca all’estero. Questa mattina (30 ottobre) si sono tenute le audizioni di Adriano Peris, coordinatore regionale dell’Organizzazione toscana trapianti (Ott) e di Lara Redditi, a nome di familiari di persone che si sono sottoposte a trapianto di organi in altre regioni. La proposta di legge intende garantire sostegno economico, attraverso il rimborso delle spese a carattere non sanitario sostenute dai soggetti sottoposti a trapianto, dagli eventuali donatori e dai loro accompagnatori, nel caso in cui i centri toscani non siano in grado di rispondere al bisogno in tempi congrui.

“I cittadini residenti in Toscana sottoposti a trapianto in altre regioni dal 2002 a oggi sono 681 – spiega Adriano Peris -. Negli ultimi cinque anni, in media circa 90 persone ogni anno si sono dovute recare fuori Toscana. I numeri sono tra trapianti di organi (221) e trapianto di midollo (256). Attualmente, sono 148 le persone in attesa di trapianto fuori regione. Per polmone, fegato, rene e pancreas, i tempi di attesa in Toscana sono inferiori alla media nazionale, diversamente a quanto accade per il cuore”.
Tre i centri regionali per il trapianto di rene: Pisa, Firenze e Siena, mentre manca un centro di trapianto pediatrico. Anche per il fegato, “non c’è in Toscana un programma per il trapianto pediatrico”. Per il trapianto in età adulta si segnala il centro di Pisa. Per cuore e polmoni “arriveremo probabilmente a una lista unica nazionale”.
“Il sistema nella nostra regione è molto cresciuto negli anni – spiega ancora Peris, in risposta alle domande dei consiglieri. La previsione è che l’istituto del rimborso previsto dalla nuova legge interesserà – intorno a 900 persone nei prossimi anni”.
“In Toscana – dice Lara Redditi, madre di una bimba che ha dovuto essere sottoposta a trapianto di fegato a Palermo – per fortuna i bambini che necessitano questo tipo di trapianto sono in numero contenuto: al momento, sono 44, ma tutti questi devono sottoporsi al trapianto in altre regioni”. Non si chiede di creare centri analoghi in Toscana: “È preferibile che esistano pochi centri altamente specializzati, come quelli di Bergamo e Palermo – spiega – che sono in grado di assicurare anche la gestione del post-trapianto. Occorre potenziare la capacità di collegamento delle strutture sanitarie regionali con i centri specializzati, affinare la capacità di diagnosi precoce di patologie che spesso sono rare. E occorre sostenere le famiglie, come già accade in altre regioni”. Le spese accessorie oggetto di questa proposta di legge, trasferimenti, vitto e alloggio dei familiari, “non sono sostenibili da tutti: nel nostro caso, come in altri, sono andate ben oltre i ventimila euro”.
Il presidente Scaramelli rileva l’opportunità di “inserire nel testo della legge, da approvare entro la fine dell’anno, un elemento specifico riguardo ai trapianti in età pediatrica, che rientrano nei programmi nazionali. Nella nuova legge, dovremo anche ripensare le fasce di reddito, prosegue Scaramelli. Accanto all’intervento normativo a sostegno delle famiglie, raccogliamo i suggerimenti riguardo alla necessità di perfezionare le indagini nei primi mesi di vita e di mettere in relazione le pediatrie toscane con i centri trapianti di livello nazionale: ci occuperemo di questi aspetti nel piano sanitario regionale”.

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