Rendiconto finanziario 2018 in Regione, Marchetti (FI) lo boccia

È stato presentato in regione il rendiconto dell’anno finanziario 2018. “Investimenti giù del 40 per cento, partecipate in perdita, Fidi Toscana in deficit permanente e il 63 per cento del disavanzo regionale imputabile alla sanità. Non trovo appigli per esprimere un qualche giudizio positivo”, è questo il commento del capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Maurizio Marchetti alla proposta di legge 369.

“A differenza dello scorso anno in cui l’avevo solo letta – ha argomentato Marchetti – quest’anno ho anche voluto assistere direttamente alla relazione di parifica della Corte dei conti. Poi ascolto il dibattito in quest’aula e devo prendere atto della differenza dei punti di vista e delle valutazioni a seconda delle convenienze, o anche rispetto ai governi in carica a parità di eventi. Eppure i dati parlano chiaro. Alcuni mi sono rimasti più addosso di altri, e penso in particolare al dato negativo sugli investimenti per il 40 per cento che è un segnale importante”. I numeri negativi sugli investimenti portano la Regione Toscana, a detta del capogruppo di FI, in posizioni alte nella classifica in negativo. “Il trend deficitario è definito come strutturale, e nulla si fa per rimuovere le cause che lo rendono tale – prosegue Marchetti -. Penso alla situazione delle partecipazioni, 27 dirette e 50 indirette, tra cui anche la magistratura contabile ha richiamato l’interporto Vespucci o, ad esempio, le Terme di Montecatini”. Il capogruppo ricorda poi che nella giornata di ieri (29 luglio) si sarebbe dovuta tenere l’assemblea dei soci con approvazione del bilancio 2018. “Auspico che la meditazione dei revisori abbia una profondità tale da rendere onore all’attesa, altrimenti significherebbe che gli stessi nei numeri delle Terme stanno affogando – continua il capogruppo di Forza Italia -. Fidi Toscana? Io pur riconoscendone il ruolo, non posso non tener conto che dal 2012 al 2018 l’organismo ha sprigionato perdite di bilancio per 49 milioni di euro. Contesto poi l’uso così disinvolto delle consulenze esterne, quanto meno poco opportuno dato che siamo pieni di esperti e tecnici, così come poco opportuno appare l’aumento delle indennità a chi riporta risultati finanziari men che modesti. Insomma – ha concluso il Capogruppo di Forza Italia – se a questo unisco il rilievo che il 63 per cento del disavanzo è dovuto al comparto sanitario non trovo appigli per un giudizio positivo, soprattutto perché la strutturalità deficitaria non viene superata, in prospettiva. Pur con tutti gli sforzi, continuiamo a portarci dietro tutte le fonti di deficit. Ecco perché la nostra considerazione sul documento non può che essere negativa”.

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