Sviluppo Ccn, oltre 4 milioni di euro dalla Regione

Quasi 4 milioni e mezzo di euro di investimenti da destinare a amministrazioni comunali e associazioni di imprese per il supporto e lo sviluppo dei Centri commerciali naturali (Ccn). Sono le cifre che certificano l’impegno della Regione, nel triennio 2018-2020, per valorizzare e sostenere gli esercizi commerciali di vicinato. “Crediamo – afferma l’assessore regionale alle attività produttive e al commercio Stefano Ciuoffo, che oggi partecipa a un’iniziativa di Confesercenti Firenze dedicata proprio ai Ccn – al valore di città e paesi con un tessuto commerciale vivo e con strade piene di negozi. Per questo i Centri Commerciali Naturali sono una formula utile per contrastare la desertificazione commerciale che colpisce aree o paesi interi. Le misure messe in campo sono diversificate in base agli abitanti e alla zona geografica, cercando di supportare l’attività dei Ccn fornendo cofinanziamento sia alle associazioni di esercenti per le loro attività di animazione che alle amministrazioni comunali per riqualificare e rendere più funzionale le zone dove insistono offrendo contributi per arredo urbano e rigenerazione di spazi commerciali. Crediamo nell’utilità di queste misure e continueremo a finanziarle”.

I dettagli del progetto. Nel 2018 a supporto alla sostenibilità e alla competitività del sistema distributivo regionale ed arginare lo spopolamento delle attività commerciali (con conseguente desertificazione dei piccoli centri storici, peggioramento della qualità della vita dei residenti e dell’attrattività turistica), e a sostegno delle reti di piccoli esercizi di vicinato e artigianato ubicati in borghi e comuni con meno di 15mila abitanti, sono stati stanziati 350mila euro per progetti di promozione e animazione dei Centri commerciali naturali (in favore di imprese in forma associata o reti di impresa). 13 i progetti presentati, tutti ammessi e finanziati. Per stimolare l’attività di animazione delle associazioni di imprese dei Ccn ubicati nei centri urbani minori e nei territori montani ed insulari con meno di 20mila abitanti, sono state messe a disposizione risorse regionali per complessivi 280 mila euro: 185.500 per il 2019 e 94.500 per il 2020. Le domande presentate sono state 29, l’istruttoria è in corso. L’impegno regionale non si è limitato alle imprese che danno vita ai Ccn, ma anche alle amministrazioni comunali per migliorare l’arredo urbano in tali aree cittadine. Nel 2018 il Bando Ccn ha avuto come beneficiari i Comuni con popolazione inferiore a 15mila abitanti e con uno o più Ccn all’interno del proprio territorio. Le domande presentate sono state 122, quelle ammesse e finanziate 110 per un totale finanziato di oltre 2,1 mln di euro (500mila dei quali per le aree interne). Il bando Ccn 2019 è consistito in una riapertura dei termini del bando precedente, rivolto ai comuni compresi nelle aree interne e con popolazione inferiore ai 20mila abitanti. Le domande presentate sono state 52, quelle ammesse e finanziate 23 per totale di 424mila euro. Le domande ammesse e non finanziate, per esaurimento fondi, sono state 19. Tuttavia, sul capitolo di bilancio che finanzia questa misura per il 2020, sono state messe a 432mila euro per scorrere la graduatoria. Una misura complementare è stata l’avviso pubblico per la manifestazione di interesse alla presentazione di progetti di investimento rivolti alla qualificazione e valorizzazione dei luoghi del commercio e la rigenerazione degli spazi urbani, con uno stanziamento di 300mila euro per l’anno 2019 e altrettanti per il 2020. I beneficiari sono i comuni non ubicati in aree interne con popolazione compresa fra 10mila e 50mila abitanti. 18 le domande presentate, l’istruttoria è in corso. I progetti dovevano riguardare programmi di qualificazione della rete commerciale, forme di semplificazione, incentivazione e sostegno a favore di iniziative che prevedano il riutilizzo di fondi a destinazione commerciale o artigianale rimasti vuoti, azioni e iniziative a favore dei centri commerciali naturali, progetti volti a recuperare spazi urbani attraverso la riqualificazione degli stessi, anche attraverso il recupero di immobili nella disponibilità di amministrazioni pubbliche, da destinare ad attività economiche e sociali.

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