Apicoltura in crisi, Remaschi: “Concretezza dalla Regione”

L'assessore all'agricoltura ha ricordato le misure per sostenere un settore messo a dura prova dai cambiamenti climatici

La presentazione del XXVI congresso nazionale dell’apicoltura professionale è stata occasione oggi (28 gennaio) per ribadire l’impegno della Regione Toscana verso questo settore. Marco Remaschi, assessore all’agricoltura, ha detto: “La Toscana vuol confermare la sua vocazione all’apicoltura cercando di essere sempre più vicina alle esigenze dei produttori, specie in un periodo delicato come quello attuale nel quale i cambiamenti climatici arrecano gravi danni alle produzioni”.

“La presenza in Toscana di grandi professionisti provenienti da paesi europei ed extraeuropei – ha proseguito l’assessore – e anche di rappresentanti ad alto livello del mondo universitario e della ricerca permetterà un confronto a tutto campo che certamente darà utili spunti ai nostri produttori per rilanciare le loro attività”.

La Toscana è la quinta regione in Italia per numero di alveari (quasi 100mila) e la quarta per numero di apicoltori, ma è anche, lo ha evidenziato Remaschi, una delle più attente nei confronti di questo settore. Non a caso è stata una delle prime a dotarsi di una legge specifica che definisce le norme per l’esercizio, la tutela e la valorizzazione dell’apicoltura (approvata nel 2009, la legge è stata rivista e modificata nel 2018).

Di fronte alle difficoltà che sta vivendo questo settore a causa dei cambiamenti climatici (nel 2019 la produzione è risultata fortemente ridotta e per le produzioni primaverili, praticamente azzerata), e della concorrenza esercitata da mieli di importazione venduti a basso prezzo, la Regione ha attivato, nel corso dell’anno appena concluso, a seguito dell’approvazione della legge regionale 52/2019 Interventi urgenti per lo sviluppo e il rilancio di alcuni comparti di produzione agricola condizionati negativamente dall’andamento climatico, uno specifico intervento per la concessione di micro-finanziamenti a tasso zero per le imprese del settore apistico che a seguito dell’andamento climatico hanno registrato la perdita della produzione di miele.

Sempre nel 2019 è stato attivato l’intervento per la concessione di contributi alle aziende apistiche che praticano il nomadismo (cioè che spostano le loro arnie seguendo l’andamento stagionale delle fioriture).

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