Coronavirus: percorsi dedicati per gli anziani nelle Rsa e alberghi sanitari per i malati

Le novità inserite in due ordinanze del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi

Separazione e cure intermedie per Rsa, albergo sanitario per malati ora a casa. Sono questi gli ulteriori provvedimenti emanati questa mattina (7 aprile) con due ordinanze dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Le disposizioni prevedono l’invito a trasferirsi negli alberghi sanitari per chi ha contratto il Covid-19 ed attualmente si trova nella propria abitazione (più di 3500 in tutta la Toscana), parallelamente i positivi delle residenze per anziani o per disabili d’ora in poi avranno un’assistenza da cure intermedie, in strutture appositamente dedicate o nelle case di riposo dove già si trovano (se sarà possibile). Il tutto a carico del sistema sanitario regionale.

Covid-19 | Messaggio del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi – 7 aprile 2020

Oggi ho firmato due importanti ordinanze che ancora una volta mettono il territorio al centro della battaglia contro il Covid-19 e la sua diffusione. La prima riguarda gli alberghi sanitari. In Toscana abbiamo 3500 persone positive a casa in quarantena. Continuiamo a considerare l’albergo sanitario un tipo di cura intermedio più adeguato del domicilio, grazie al monitoraggio costante e alla visita quotidiana di un infermiere e di un medico assicurata in queste strutture. Con la nuova ordinanza invitiamo chi è in isolamento nel proprio domicilio ad accettare l’offerta alberghiera delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), nel rispetto di sé e degli altri. La seconda ordinanza riguarda le residenze per anziani e disabili. Dopo lo screening già in corso, assumiamo la decisione di prendere in carico come Sistema sanitario regionale tutti quei casi positivi al Covid presenti in queste strutture. Caso per caso, se il numero dei positivi è circoscritto, procediamo al trasferimento di questi alle cure intermedie o se necessario ospedaliere. In alternativa sposteremo gli ospiti con diagnosi negativa, trasformando la residenza in struttura interamente Covid, integrando il personale medico-sanitario e la strumentazione necessaria all’assistenza dei malati.

Publiée par Enrico Rossi sur Mardi 7 avril 2020

Da casa negli alberghi sanitari

Negli ospedali la situazione sta migliorando: diminuiscono i ricoveri (e non solo quelli in terapia intensiva). Ma non è il momento di abbassare la guardia: vanno ridotti in tutti i modi i rischi di nuovi contagi, ripete il presidente. Così la Regione offrirà a tutti i pazienti positivi che oggi sono in isolamento nella propria abitazione – quelli che in ospedale non ci sono mai andati, perché stavano abbastanza bene, e quelli che dall’ospedale sono stati dimessi – la possibilità di trasferirsi ed essere assistiti in alberghi sanitari, dove le Asl dovranno garantire ogni giorno almeno una visita di medici e infermieri. “Gli alberghi sanitari offrono migliori garanzie di isolamento – spiega Rossi -. A casa non è detto che accada. Trasferirsi in un albergo sanitario protegge anche chi convive con il paziente. Inoltre le condizioni di salute potranno essere monitorate in modo più continuo”. Non è un obbligo. Le unità mobili di infermieri e medici, le Usca, che si recheranno nei prossimi giorni a casa dei pazienti, lo proporranno. La scelta sarà degli ammalati. “Ma vi invito ad accettare l’offerta – dice Rossi -. Chi poi volesse rimanere a casa dovrà comunque firmare una dichiarazione in cui rinuncia al trattamento proposto”.

Cure intermedie per i positivi della Rsa

Nuove norme e assistenza potenziata anche per le residenze per anziani e per quelle per disabili, dove nelle ultime settimane sono cresciuti i contagiati. “Gli ospiti positivi – dice Rossi – saranno d’ora in poi subito presi in carico dal servizio sanitario regionale, prevedendo per tutti almeno l’assistenza che è propria delle cure intermedie”. Infermieri dunque, medici e strumentazione adeguata. E non solo per i sintomatici, si precisa nella nuova ordinanza, ma anche per asintomatici e paucisintomatici, ovvero per chi sta bene e non ha i sintomi tipici della malattia. Rimane chiaramente la necessità di isolare i positivi. Questo potrà così avvenire all’interno della residenza – “se gli spazi consentiranno una separazione senza alcuna commistione” dice Rossi – altrimenti i malati dovranno essere trasferiti in strutture diverse e a questo proposte, destinate unicamente a malati Covid. Alcune Rsa o Rsd private, d’intesa con il gestore, potrebbero essere trasformate e rivolte alla sola accoglienza di ospiti positivi.

L’ordinanza affronta infine anche il problema del personale. Se medici, operatori e infermieri delle Asl non fossero sufficienti per la gestione sanitaria degli ospiti positivi, le aziende sanitarie sono autorizzate ad assunzioni con procedura d’urgenza, utilizzando le graduatorie Estar e facendo anche ricorso a contratti tempo indeterminato.

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