La Regione vota l’agevolazione dell’aborto farmacologico. FdI: “E’ contro la sacralità della vita”

Il gruppo all'attacco: "Se l'emancipazione della donna, passa attraverso scelte politiche indotte, questa non è libertà"

“Più di un articolo della Costituzione è dedicato ai diritti inviolabili dell’uomo, benefici essenziali che riguardano la persona in quanto tale. Un valore naturale che va oltre il pensiero politico e pone l’attenzione sulla sacralità della vita. In questi mesi, in cui l’umanità lotta contro un terribile virus che, solo in Italia ha prodotto migliaia di morti, abbiamo imparato il coraggio che medici ed infermieri hanno avuto sacrificandosi per salvare vite. Un insegnamento che di fatto concretizza il principio sopra espresso, ma che agli atti, la Regione Toscana non ha ne tratto insegnamento”, arriva da Fratelli d’Italia la critica a Pd, Cinque Stelle e Italia Viva dopo che quest’ultimi hanno approvato l’agevolazione all’aborto farmacologico e chimico.

In particolare, le considerazioni sono del deputato Giovanni Donzelli, del presidente di Family day, Massimo Gandolfini; a loro i uniscono i rappresentanti dei dipartimenti del sociale: Paolo Ricci, Claudio Paolacci, Giuseppino Cucinotta, Valerio Lago, Marina Staccioli, Gianni Martinucci.

PD, Cinque Stelle, Italia Viva, attraverso un atto che riteniamo pregiudiziale, preoccupante ed inquietante, votano compatti l’agevolazione all’aborto farmacologico e chimico – afferma Fratelli d’Italia -. Da un lato gli operatori sanitari tentano di salvare il bene più prezioso, dall’altro, l’Ente forte della 194, fornisce un pensiero deviante su cosa intenda per esistenza umana, di quale valore attribuisce ad una madre e al suo nascituro. Nascituro che non vedrà mai la luce ma al quale augura un’auspicabile fine vita contemplando le probabili, ma non provate, cause-effetti derivanti da coronavirus“.

“Aborto considerato a tutti gli effetti strumento di profilassi. La decisione spetta alla madre che, sempre più sola dinanzi la gravità che le compete, viene privata anche di sostegno medico e supporto psicologico. Per evitare il ricovero l’invito cade sullo utilizzo dei farmaci abortivi, la Ru 486, la pillola del giorno dopo. L’assunzione che è prevista entro le 72-120 ore da un rapporto a rischio viene estesa per un periodo fino alle 9 settimane, oltre cioè il limite scientificamente approvato. Se l’emancipazione della donna, passa attraverso scelte politiche indotte, questa non è libertà, il libero arbitrio scaturisce dalla conoscenza altrimenti è arbitrario – commenta Emanuela Busetto -. Dunque un abuso che la Regione opera sulla salute psico-fisica femminile inconsapevole che tali decisioni sono frutto di un eterno vagare fra coscienza, inconsapevolezza, mente e cuore”.

“Il primato la Toscana già lo deteneva – dice Fratelli d’Italia – collocandosi fra quelle poche regioni italiane che supera in percentuale il dato nazionale sugli aborti“.

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