Settore florivivaistico: “L’unica soluzione è l’esonero dal versamento dei contributi”

Le proposte dei rappresentanti delle associazioni per l'uscita dalla crisi

Esonero dal versamento dei contributi previdenziali e l’aggiornamento del Bonus verde. E’ quanto chiedono i rappresentanti del settore floricolo e vivaistico italiano, Luca Magazzini dell’Associazione vivaisti italiani, Nada Forbici di Assofloro, Paolo Arienti del distretto vivaistico Planta Regina e Mario Faro del Consorzio florovivaistico e agroalimentare dello Ionio.

“Tra le tante proposte di cui da troppo tempo si parla per l’aiuto al settore, l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali è quella in grado di portate benefici concreti ed immediati alle imprese, colpite duramente dalla crisi e ancora oggi in carenza di liquidità per proseguite attività e fare investimenti – spiegano i rappresentanti del settore -. Riteniamo che tra le misure e le proposte portate ai tavoli decisori dalle nostre organizzazioni, quelle che maggiormente trovano concretezza nelle nostre aziende siano l’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali agricoli, l’aggiornamento del Bonus Verde e il macero per quanto attiene le produzioni che le aziende hanno dovuto buttare a causa del lockdown”.

“Ci piace ricordare che il settore florovivaistico è tra i settori agricoli che maggiormente impegnano manodopera per la produzione. L’esonero dal versamento dei contributi sarebbe quindi un aiuto concreto ed importante – vanno avanti -. Un indennizzo indiretto, in grado di generare per le aziende benefici immediati: oltre al risparmio e quindi il poter mantenere liquidità all’interno delle aziende, un abbattimento almeno per il 2020 dei costi di produzione, un valore aggiunto per le aziende che con grande sacrificio cercheranno di mantenere i posti di lavoro. Un giusto riconoscimento per chi da tempo si impegna ad occupare dipendenti in modo regolare, contro la pianga del lavoro sommerso che affligge pesantemente anche il nostro settore”.

“Sosteniamo dunque con forza quanto proposto da Coldiretti, nel garantire sostegno al settore attraverso l’esonero dei contributi previdenziali in primis, e ci auguriamo che anche gli altri sindacati agricoli, Confagricoltura e Cia, si allineino, perché questo è ciò che il settore florovivaistico chiede – proseguono i rappresentanti del settore -. Un aiuto serio e concreto che trova un equo indennizzo, perché è chiaro che – per le aziende florovivaistiche – considerare il fatturato del solo mese di aprile per valutare un indennizzo attraverso il fondo perduto, è effimero ed illusorio. Altro elemento di concretezza per un aiuto alle imprese del settore è il Bonus Verde ampliato nella percentuale di detraibilità (dal 36 per cento al 90 per cento) e nella sua base imponibile di spesa (da 5 mila a 10 mila euro). Si tratta di uno strumento importante per le aziende che si occupano della cura e della realizzazione di opere a verde, che funzionava già prima della crisi economica legata alla diffusione del coronavirus e che se ampliato può aumentare in modo significativo i benefici diretti alle imprese e anche ai cittadini”.

“L’appello che facciamo ai nostri rappresentanti e alle istituzioni è quello di avere un‘attenzione reale e concreta per il settore florovivaistico – concludono -. Un settore che non ha mai goduto di contributi di nessun tipo e che anche per la crisi economica legata al coronavirus ha pesato poco o nulla sullo Stato, che nonostante la grave crisi non ha licenziato ma anzi ha fatto lavorare per mantenere in piedi le aziende e fare la programmazione (investimenti) delle nuove produzioni, senza tuttavia la liquidità a causa delle mancate vendite per il lockdown. Un comparto del mondo agricolo e la sua filiera del verde che rivestono un’importanza economica e sociale da non trascurare, anche per i benefici sanitari che fornisce alle città”.

 

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