Un lucchese accanto ai piccoli cardiopatici di “Cuore Fratello”

Nel mondo otto bambini su mille nascono con una cardiopatia congenita che, se non affrontata con un intervento chirurgico e cure adeguate nei primi anni di vita, rischia di portare alla morte.
In Italia quasi il 90 per cento dei neonati affetti da queste patologie riesce a raggiungere l’età adulta, ma ci sono paesi nel mondo dove le difficoltà di accesso a un’adeguata assistenza sanitaria e l’impossibilità per molte famiglie di coprire i costi delle cure mediche rendono le cardiopatie infantili una vera urgenza sociale.

Per questo Cuore Fratello onlus, associazione che vede fra i volontari il lucchese Pierpaolo Garibaldi, fra cui  si impegna da 15 anni per garantire il diritto alla salute dei bambini, con particolare attenzione a quelli cardiopatici dei paesi in via di sviluppo: contribuisce a distanza alle spese per gli interventi e quando questi non sono praticabili nei luoghi d’origine porta i piccoli pazienti in Italia, facendosi carico dei costi delle cure e dell’ospitalità. A oggi sono più di 400 i bambini operati grazie al sostegno dell’associazione, dei quali 290 al Policlinico San Donato di San Donato Milanese.
Per continuare a garantire una speranza di vita ai piccoli cardiopatici che non possono avere accesso alle cure, fino al 2 maggio Cuore Fratello lancia una campagna di raccolta fondi tramite sms e chiamate solidali al 45519.
Con il ricavato, in particolare, l’associazione finanzierà sette interventi salvavita di cardiochirurgia pediatrica in Camerun. In quello che è uno dei 40 stati più poveri del mondo, dove ogni anno 5mila bambini si aggiungono alla lista di quelli in attesa di intervento e il rapporto è di un medico cardiologo per ogni milione di abitanti, si trova il Cardiac Center di Shisong, il primo centro di cardiochirurgia di tutta l’Africa Equatoriale Occidentale, di cui Cuore Fratello è tra i fondatori. Inaugurata nel 2009, questa struttura di eccellenza serve un bacino di utenza di oltre 200 milioni di persone e si occupa prevalentemente di casi pediatrici. Qui l’associazione aiuta le famiglie in grave difficoltà economica ad affrontare i costi per le operazioni dei piccoli pazienti.
L’ospedale, infatti, chiede ai genitori di partecipare alla spese per gli interventi dei figli con una cifra volontaria, a seconda della loro disponibilità economica, ma molti non sono in grado di offrire neanche un minimo contributo. Il Social Case Office della struttura, che interviene in queste situazioni, individuerà quindi i sette casi più urgenti tra i bambini più poveri, che grazie al sostegno di Cuore Fratello saranno operati dal personale locale in collaborazione con medici e infermieri provenienti dall’estero.
In questo modo l’associazione potrà garantire un futuro anche ai piccoli pazienti che senza un aiuto economico non potrebbero sottoporsi all’intervento di cui hanno bisogno per sopravvivere; sosterrà allo stesso tempo le loro famiglie, le cui precarie condizioni finanziarie sono aggravate dalla difficoltà di assistere il bambino malato e di provvedere economicamente alle cure.

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