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Scuola d’infanzia, Fiaschi (Confcooperative): “Ottimi risultati grazie alla sinergia tra gli enti”

Ad oggi in Toscana, nel segmento 0-3 anni, il mondo cooperativo e privato hanno in carico il 51 per cento della gestione degli asili nido. Un dato che racconta bene come nella nostra Regione, in linea con quanto sta accadendo a livello nazionale, le cooperative sociali e le imprese del terzo settore siano un punto di riferimento nel mondo dell’educazione dell’infanzia per famiglie e istituzioni. Questo quanto dichiarato questa mattina (12 dicembre) da Claudia Fiaschi, presidente di Confcooperative Toscana e Portavoce del Forum nazionale del terzo settore anche a nome dell’alleanza delle cooperative-sociale aderente al forum, commentando la riforma zero-sei anni che ridisegna l’assetto del servizio dei nidi e della scuola dell’infanzia in occasione del convegno Educazione e istruzione 0-6, il contributo della Toscana promosso dalla Regione Toscana alla presenza del sottosegretario ​del ministero dell​’istruzione Gabriele Toccafondi.

“Un interlocutore – ha proseguito Fiaschi – che deve essere coinvolto in modo formale e strutturale nella governance del sistema integrato, come partner strategico per lo sviluppo di una adeguata offerta educativa. Senz’altro la strada intrapresa da Regione Toscana va in questa direzione e auspichiamo che tali pratiche possano essere riprese anche in altri territori. La costruzione del sistema rischia altrimenti di ridursi a operazioni di mero inserimento di bambini un po​’​ pi​ù​ piccoli all’interno delle scuole d’​infanzia”.
“Dobbiamo ricordare – ha concluso il presidente di Confcooperative – che se in alcune Regioni, come la Toscana, è stata raggiunta la soglia del 33 per cento di bambini iscritti prevista dal trattato di Lisbona, è anche per merito della stretta collaborazione sussidiaria e concorrente fra pubblico e privato in un’ottica di sviluppo non solo della copertu​r​a dell’offerta ma anche della qualità dei servizi. Una sinergia fra enti, cooperazione sociale e terzo settore che deve rafforzarsi necessariamente oggi e su scala nazionale, alla luce del sistema integrato di istruzione che è in atto”.

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