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Un abbraccio per superare le difficoltà, le bella storia di Khalid e dei ragazzi del Carrara

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Un elogio dell’amicizia, un ringraziamento accorato che Khalid, studente della classe 4 SA dell’istituto Carrara ha voluto rivolgere ai propri compagni di classe. Khalid purtroppo è un ragazzo disabile che necessita di un’insegnante di sostegno a lui dedicata. Nonostante questo il giovane studente non si perde d’animo e, grazie anche al sostegno dei suoi compagni di classe non ha perso il suo sorriso e il suo entusiasmo. Una bella storia di integrazione riuscita.

Dalle parole di Khalid si percepisce come la collaborazione e la complicità siano la cifra della sua classe. Ciò che lo colpisce dei suoi compagni e lo fa felice non sono i loro gesti di aiuto, ma la naturalezza con i quali questi si manifestano e che li rendono preziosi, speciali, poiché non imposti dal senso del dovere o daun’ asettica solidarietà. Sono offerti da un moto spontaneo dell’animo. “Quando arrivo a scuola, uno mi leva il giacchetto senza che glielo chieda, un altro mi si piazza accanto per scrivere gli appunti, un altro ancora prepara la cartella quando le lezioni sono finite. Anche con le ragazze sto bene: le donne sono più mature e sensibili, più capaci di noi di intercettare sentimenti ed emozioni e con loro si può discutere di tutto”.
La complicità regna sovrana: “Siamo come una coperta: dove non arrivo io, arrivano loro e viceversa. Ci copriamo l’un l’altro e se casca uno, cascano tutti. Essere punito come gli altri e insieme agli altri per aver combinato un guaio mi fa sentire veramente parte di una comunità: ne sono uno dei punti cardine per la prima volta nella mia vita. Certamente – continua Khalid – il gruppo è favorito dalla presenza di certi professori, anche di quelli che sembrano a volte cinici, ma hanno tante cose dentro che non danno a vedere. Una docente in particolare è molto amata: dice cose buone a tutti anche quando non c’è niente di buono da dire”.
C’è qualcuno in particolare a cui va il suo pensiero? “Sì, Francesco. Francesco non è solo un mio compagno, è un fratello acquisito. Se potessi parlare a suo padre, gli direi che è davvero fortunato ad avere un figlio pazzesco come lui. Vede, io tendo ad aiutare gli altri piuttosto che ad essere aiutato, ma lui mi ha fatto capire che tutti abbiamo dei limiti e che abbiamo bisogno d’aiuto. L’amicizia è una grande cosa. Francesco è entrato nel mio cuore e quando qualcuno entra nel mio cuore, non ci esce più”.

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