Cgil Uil e Cisl a Rossi: “Un aumento anche per operatori socio-assistenziali”

La richiesta arriva dai sindacati della funzione pubblica di Lucca

Sia esteso anche agli operatori socio-assistenziali di Rsa, servizi domiciliari, Misericordie, pubbliche assistenze e sanità privata accreditata il riconoscimento economico che la Regione Toscana ha previsto già per i lavoratori della sanità pubblica. Questa, in sintesi, la richiesta che i responsabili dei sindacati Fp Cgil e Uil Fpl di Lucca hanno indirizzato al governatore Enrico Rossi, all’assessore alle politiche della salute Stefania Saccardi e, per conoscenza, all’assessore del territorio Marco Remaschi – che fino al 2105 è stato anche presidente della commissione consiliare regionale per la sanità.

“L’accordo raggiunto tra la Regione Toscana e le nostre segreterie regionali circa un riconoscimento economico ai lavoratori della sanità pubblica è di grande soddisfazione – scrivono Cgil e Uil – e dimostra la giusta attenzione nei confronti dei lavoratori del settore. Offre un segnale concreto nei confronti di operatrici e operatori in prima linea, non solo in questa fase di contrasto al Covid-19“.

La lettera è firmata, per Fp Cgil di Lucca, da Michele Massari, Marco Morbidelli, Lorena Maggiolo e il segretario Rossano Rossi, per Uil Fpl da Pietro Casciani, Stefania Fontanini e Giacomo Saisi, mentre per Cisl, Massimo Petrucci e Massimo Bani. Proseguono: “A tal riguardo ci permettiamo di evidenziare, allineandoci in ogni caso con le iniziative in corso al livello regionale, il grande sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori impegnati nel settore socio-assistenziale nelle Rsa, nei servizi domiciliari, nelle Misericordie, nelle pubbliche assistenze, nella sanità privata accreditata, che in questi giorni stanno portando un grande contributo nella complessità indotta dall’epidemia, ritenendo che siano anch’essi meritevoli, nelle forme possibili, di avere una gratificazione in senso economico anche in funzione di retribuzioni di per sé oggettivamente basse“.

E’ un accordo di grande significato anche sul piano politico – continuano – perchè prevede una somma che va oltre ai limiti di spesa posti dalla legislazione nazionale per la retribuzione dei dipendenti pubblici e, per prima nel paese, la Regione Toscana si assume l’impegno di approvare una legge speciale per remunerare il rischio biologico cui sono sottoposti i lavoratori della sanità pubblica toscana. Non è la soluzione di tutti i problemi, soprattutto di sicurezza, ma è un’inversione di tendenza fondamentale, è un riconoscimento economico che è anche riconoscimento al valore della Sanità Pubblica troppe volte denigrata e sottoposta ad una serie di tagli di risorse perpetuato più o meno da tutti i Governi negli ultimi anni”.

“E’ un premio economico del valore complessivo di 38 milioni di euro, coperto da risorse regionali, un compenso straordinario uguale per tutte qualifiche sanitarie, legato all’emergenza  Covid 19 – affermano – che riconosce e remunera le condizioni di rischio/disagio che vivono quotidianamente i lavoratori delle aziende sanitarie che operano nei settori dell’assistenza ospedaliera e sanitaria in genere. Questa somma si aggiunge a quella di 15 milioni assegnata dallo Stato alla Regione Toscana per remunerare gli operatori della sanità toscana in base al decreto Cura Italia”.

A decorrere, dal 17 marzo e fino al 30 aprile saranno attribuiti importi agli operatori sanitari secondo una graduazione che tiene conto delle condizioni operative con riferimento al rischio/disagio sostenuto: rischio disagio alto, con l’attribuzione di 45 euro per giornata o turno di servizio; rischio disagio medio-alto, con l’attribuzione di 25 euro per giornata o turno di servizio; rischio disagio medio con l’attribuzione di 20 euro per giornata o turno di servizio.

“Troppe volte altri sindacati muovono critiche salvo poi non portare mai risultati concreti, troppe volte si sono mosse critiche gratuite al ruolo dei sindacati dei lavoratori, ma questo è’ il risultato del grande lavoro delle Ooss confederali e della funzione pubblica di Cgil, Cisl, e Uil Toscana per un giusto riconoscimento anche economico per le difficili e rischiose condizioni di lavoro degli operatori sanitari pubblici- dicono le Osss – E non solo. Su esplicita richiesta, la Regione riunirà le parti interessate per l’estensione dei benefici, da attribuire con lo stesso metodo dell’accordo firmato per gli operatori pubblici, anche per il personale impegnato negli istituti di assistenza e cura, nelle Rsa, nell’assistenza sociale e sanitaria territoriale e domiciliare della sanità privata e degli appalti”.

“Questo perché – concludono – anche gli operatori della sanità privata e degli appalti allo stesso modo degli operatori della sanità pubblica sono in prima linea nell’affrontare l’emergenza, sono esposti ad eguali rischi per la salute propria e delle proprie famiglie e svolgono una eguale fondamentale funzione sociale a favore dei cittadini.

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