Poste italiane, Lucca prima in Toscana per numero di donne impiegate

Il Gruppo rientra nella top five della classifica sulla parità di genere stilata da Equileap

Lucca supera la media toscana per numero di donne impiegate alle Poste. In Regione la presenza femminile negli uffici postali arriva al 66 per cento mentre in provincia si attesta al 71 per cento. Poste italiane rientra così nella top five della classifica sulla parità di genere delle società appartenenti all’indice Ftse Mib della Borsa di Milano stilata da Equileap, un’organizzazione indipendente che elabora dati e analisi sulla gestione della gender equality nelle più importanti imprese su scala internazionale.

A livello nazionale il 54 per cento dei dipendenti del Gruppo Poste italiane è composto da donne, l’incidenza del personale femminile tra quadri e dirigenti è pari al 46 per cento e il 44,4 per cento dei componenti del cda è donna. Nell’ambito delle posizioni manageriali il 30 per cento è ricoperto da popolazione femminile e il 20 per cento è presente nelle posizioni di top management.

Anche in Toscana l’azienda ha introdotto una serie di interventi di sensibilizzazione sull’importanza della presenza delle donne nel mondo del lavoro e sul sostegno alla genitorialità attiva, come ad esempio Maam, Maternity As a Master: un programma digitale mirato a rafforzare le capacità connesse all’esperienza della genitorialità utili anche al momento del rientro al lavoro. Il progetto è sostenuto anche da una community online che permette ai partecipanti di confrontarsi sulla integrando le varie esperienze, facilitando il processo di apprendimento e sviluppo delle competenze relazionali, organizzative e dell’innovazione da valorizzare anche nel contesto professionale. Prima azienda a livello internazionale a lanciare un simile progetto, Poste Italiane nel 2018 ha aperto Maam anche agli uomini che sono in procinto di diventare padri.

Dallo scorso anno infine l’azienda ha lanciato un programma denominato Poste mondo Welfare, che consente ai dipendenti di convertire il premio di risultato in beni e servizi di welfare di utilità sociale, tra i quali rientrano anche servizi di cura genitoriale, intrattenimento educativo e di time saving in risposta alle principali esigenze di prossimità.

 

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