Sì alla piscina alla Bacchettoni: 17 associazioni chiedono consiglio aperto foto

Lettera aperta della vicepresidente dell'associazione Vengo anch'io astrolabio onlus: "La vasca ludico-motoria non è spazio per la riabilitazione ma per tutti"

Un consiglio comunale straordinario aperto per discutere l’opportunità di inserire anche una vasca ludico-motoria nel progetto di riqualificazione della Bacchettoni. È quanto chiede a gran voce l’architetto Elena Piantanida, vicepresidente dell’associazione Vengo anch’io Astrolabio onlus, da anni impegnata a realizzare sul territorio lucchese attività in acqua per bambini che presentano neuro diversità di vario genere.

Con lei, altre associazioni, community e società sportive che sottoscrivono la richiesta: Asd Sport & Fun, associazione Andare oltre si può, Ssd Happy Gym, associazione L’amore non conta i cromosomi, Soul dance centro formazione danza Asd, associazione Casa Alfa, compagnia di teatro TcomeTeatro, Pedana sensoriale, Asd Danzare, associazione Lucca senza barriere, Asd Sporting San Donato, associazione Lasa, community Genitori H, associazione podistica Marciatori marliesi Fidal, ortopedia Nardini, associazione Parco di Sant’Anna.

L’ipotesi della vasca ludico motoria alla Bacchettoni è stata accolta e rilanciata dall’ammistrazione comunale, nella volontà di lasciare in dote in centro storico una palestra per la città che permetta un ventaglio di attività ampio: dallo yoga alla pallavolo passando per la ginnastica dolce in acqua per gestanti, giusto per menzionarne alcune. La vasca che si vorrebbe realizzare, insomma, non avrebbe nulla a che vedere con lo spazio per la riabilitazione in acqua che, in un primo momento, era stato pensato al Campo di Marte e per il quale l’associazione aveva portato avanti una grossa raccolta di firme. Ludico-motoria per tutti la prima, sanitaria la seconda.

“La nostra associazione – ricostruisce Elena Piantanida – ha seguito fin dall’inizio la vicenda della vasca riabilitativa a Lucca e siamo stati i promotori della petizione, con quasi 5000 firme raccolte, che cercava di spingere la Regione, sollecitando una presa di posizione del Comune di Lucca, a investire nel Campo di Marte per realizzare un centro di eccellenza per la riabilitazione, e una vasca riabilitativa sarebbe potuta essere un fiore all’occhiello”.

“Nei mesi che sono seguiti, perché parliamo di oltre un anno fa, questa ipotesi è andata via via accantonata e ripresa a seconda del periodo storico contingente e del personaggio che ne rilanciava l’opportunità. La nostra associazione – prosegue la vicepresidente – ha richiesto e ottenuto più volte udienza al sindaco di Lucca, ha spiegato le carenze che il nostro comune presenta dal punto di vista delle accessibilità alle attività motorie, di come sia impossibile per una certa fascia di utenza accedere ad alcune palestre e soprattutto alla piscina comunale. Gli abbiamo raccontato di come alcuni cittadini, proprio quelli che per esempio frequentano la nostra associazione, sono svantaggiati e di come da decenni debbano accedere (pagando ingenti somme di denaro) a strutture private dedicate ad attività ricreativo/sportiva in acqua”.

Prosegue Piantanida spiegando la differenza tra le vasche ludico motorie e le piscine per il nuoto agonistico: “Abbiamo illustrato come queste vasche, che hanno dimensioni ridotte e temperature dell’acqua più elevate rispetto alle piscine, possano essere usate per svariate attività ludico/sportive da una eterogenea fascia di popolazione: dai giovani amanti del fitness in acqua, alle gestanti, dai neonati agli anziani che possono fare attività motorie ‘dolci’, e per ultimo da persone con disabilità che avrebbero finalmente accesso con facilità ad una vasca e che potrebbero scegliere di svolgere una delle attività sopra elencate ‘mescolati’ al resto della cittadinanza”.

“Il sindaco ci ha ricevuti – continua Piantanida – ascoltati e, dopo aver riflettuto e compreso le nostre richieste, memore della mancanza di una struttura pubblica come questa su tutto il territorio comunale, ha dato il suo benestare annunciando pubblicamente che avrebbe potuto realizzare questo tipo di vasca nella palestra Bacchettoni poiché a breve sarebbe stata ristrutturata diventando la ‘palestra della città’. In un primo momento qualcuno ha frainteso, pensando che la realizzazione e l’uso di questa infrastruttura potesse essere ricondotta ad attività riabilitativa sanitaria”.

“Più e più volte è stato spiegato questo fraintendimento – va avanti Piantanida – ma mai avrei pensato che alcune società sportive lucchesi si potessero risentire di questa scelta, tanto da coalizzarsi firmando una lettera intitolata Salviamo la BacchettoniSe lo sport è per tutti allora un luogo che può garantire non solo l’accesso ma anche la fruibilità, la socialità e l’aggregazione di persone diverse tra loro dovrebbe essere ben visto soprattutto dalle società sportive, soprattutto se intendono lo sport come ‘strumento di formazione e di valorizzazione della persona e come veicolo di solidarietà tra gli uomini ed i popoli’.  Quindi se non è lo stigma della disabilità a far paura e chiarito che quella vasca non sarà realizzata per fare attività riabilitativa, allora penso che la scelta del sindaco non possa essere messa in discussione, perché in una palestra comunale possono svolgersi molte attività e il fitness in acqua potrebbe essere appetibile ai cittadini quanto il gioco delle bocce o il curling”.

Prosegue l’architetto: “Dispiace leggere in questi giorni sulle testate (La Nazione, ndr) prese di posizione di persone vicine al mondo della disabilità e dello sport che distorcendo la realtà cercano di fare pressione sull’amministrazione dando una personale, parziale ed errata visione della faccenda. Ho conosciuto in questi anni di attività in associazione tanti bambini/ragazzi/adulti che con le loro ‘abilità’ non potrebbero mai accedere a sport agonistici (di certo neppure paraolimpiadi) eppure gioiscono e si entusiasmano a provare attività sportive che consentono loro di fare movimento (non riabilitazione), consentono loro di socializzare (non solo tra persone con disabilità), consentono loro di stare in un ambiente sano (e non sanitario)”.

“Il nostro sfogo – va avanti – non vuole certo far cambiare idea agli esponenti delle società sportive o agli esperti di sport tout court, questa lettera è indirizzata alla cittadinanza tutta, con o senza disabilità, sportivo o nullafacente, perché è giusto che non venga travisato il messaggio che la palestra Bacchettoni sarà un luogo aperto a tutti, una palestra per tutti i cittadini. Con questa lettera abbiamo chiesto ad alcune associazioni presenti sul territorio un parere su questa ingiusta contrapposizione (perché di questo si tratta) tra mondo dello sport agonistico e un mondo che predilige fruire il movimento come sano stile di vita senza competizioni (persone che per varie ragioni non ha accesso ai giochi agonistici, per intenderci) e in molti hanno aderito a voler chiedere all’amministrazione pubbliche spiegazioni”.

Da lì l’appello a tutti per intervenire a un consiglio comunale aperto sul tema: “Se come cittadini pensate di avere lo stesso diritto di altri di fruire dei luoghi per lo sport, allora chiediamo formalmente che venga indetto un consiglio comunale straordinario aperto a tutti nel quale possa essere dibattuta la definitiva destinazione della palestra Bacchettoni, per conoscere una volta per tutte quale ‘angolo’ ci riserveranno”.

Nelle foto, esempi di attività ludico-motorie che possono essere svolte in questa tipologia di vasca

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