Massari (Fp Cgil): “Strutture socio sanitarie e Rsa in appalto, situazione al livello di guardia”

Il sindacato chiede un piano di assunzione e di formazione: "Occorrono risposte immediate"

“La situazione nelle strutture socio sanitarie e Rsa in appalto e gestite da privati nel territorio lucchese sta arrivando al livello di guardia”. A dirlo è Michele Massari della Fp Cgil.

“L’ultima, attuale ondata di assunzioni da parte del sistema sanitario pubblico regionale – spiega Massari – da una parte è sicuramente una buona notizia per le strutture pubbliche e per i lavoratori che godranno di migliori condizioni contrattuali, ma dall’altra sta creando problemi che a breve diverranno insormontabili. Per essere chiari prestissimo non si riuscirà più a garantire i parametri di assistenza previsti dalla legge regionale per grave carenza di personale. Saremo più chiari, non si trovano più infermieri e siamo agli sgoccioli anche per gli Oss“.

“Abbiamo scritto alla Asl Toscana Nord Ovest – dice il sindacalista – il 10 marzo ma non ci pare essere stati presi in considerazione. Qualcosa si poteva e si doveva fare. Ora bisogna correre ai ripari con misure e decisioni straordinarie: valorizzare le professionalità ancora disponibili attraverso formazione fatta sul campo (autorizzare l’utilizzo delle Osa anche nelle strutture in appalto da parte delle Asl; valorizzare personale Oss complementare per coadiuvare il personale sanitario nella somministrazione delle terapie come previsto dal loro profilo professionale, ribadito dal ministero e non autorizzato dalla Regione Toscana come invece fatto da altre regioni; dare tempi congrui di preavviso nelle assunzioni per consentire il ricambio alle società private (spesso cooperative sociali) evitando ai lavoratori costose trattenute dei periodi contrattuali di preavviso (come invece sta avvenendo); consentire perlomeno in via straordinaria la possibilità di organizzare e favorire corsi per personale qualificato e specializzato (Osa e Oss) anche da parte delle agenzie private come già avviene in altre Regioni; attivare tavoli sindacali per trovare soluzioni transitorie, anche in deroga alle disposizioni attuali, in materia di orari di lavoro utili a garantire al massimo possibile i parametri essenziali di assistenza senza creare gravi disagi agli operatori; prevedere riconoscimenti economici per il personale che ha paghe molto inferiori a quelle del pubblico e che sta sopportando gli stessi gravi disagi e sacrifici”.

“Chiediamo alla Regione Toscana – conclude la nota – di darsi la sveglia e di attivarsi immediatamente. Questa è una fase di emergenza e occorrono risposte immediate”.

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