Violenza di genere, Fidapa: “Lotta contro soprusi e discriminazione da combattere quotidianamente”

La presidente Elisabetta Abela interviene alla vigilia della giornata internazionale sul tema

La sezione di Lucca della Fidapa Bpw Italy (Federazione italiana donne arti professioni, affari – Business professional women), ribadisce fermamente il proprio no alla violenza di genere e si unisce al coro unanime delle isstituzioni, della task force del codice rosa, dei centri anti-violenza e delle tante associazioni che si occupano delle pari opportunità, e che si battono con tenacia per costruire una società diversa, una convivenza civile equa e rispettosa del valore della vita delle donne.

“Il 25 novembre è solo un giorno – dice la presidente Elisabetta Abela – ma la lotta contro i soprusi e la discriminazione di genere deve essere combattuta quotidianamente, insieme, così che questa data diventi memoria di ciò che è stato, ma che non sarà più in futuro”.

“Ogni anno l’arrivo del 25 novembre, Giornata contro la violenza sulle donne – si legge in una nota – è vissuto come un momento di riflessione, di confronto tra le parti, di analisi ragionata dei dati statistici, ma anche di unione e condivisione d’intenti nella speranza che giunga il momento in cui questa tragica piaga sociale sia definitivamente estirpata. È una giornata importante, dedicata ad un tema purtroppo ancora di forte attualità, che resiste ai cambiamenti socio-culturali della nostra società”.

“Negli ultimi anni – prosegue Abela –  le donne hanno acquisito molti diritti ma esistono sempre differenze importanti negli ambiti lavorativi, alimentate da stereotipi di genere che si insinuano pericolosamente nel nostro modo di pensare e di agire, nelle modalità educative ancora poco attente a queste tematiche che dovrebbero invece essere affrontate sin dall’età scolare. Ancora oggi assistiamo a informazioni distorte dei mezzi di comunicazione e delle reti social, caratterizzate da un linguaggio gratuitamente violento, talvolta sessista, da una pubblicità che diffonde modelli di genere che offendono la dignità delle donne e che permettono ancora di considerare le donne come oggetti o meglio soggetti istigatrici e non vittime dei comportamenti violenti”.

“Dal 2012 ad oggi sono oltre 2500 le donne della provincia di Lucca – conclude la presidente Fidapa Lucca – che hanno richiesto aiuto ai centri anti-violenza e il pronto soccorso dopo aver subito violenze, spesso perpetrate tra le mura domestiche; con l’espandersi dell’epidemia del Covid-19 e la convivenza forzata, gli episodi di violenza fisica e psicologica sono ulteriormente aumentati a detta degli esperti, medici, assistenti sociali, psicologi che ogni giorno, con forza e competenza, forniscono il loro aiuto alle donne vittime di violenza.  Dovremo aspettare probabilmente l’inizio del 2021 per poter avere un quadro completo di quanto è avvenuto in questi mesi, e purtroppo molto rimarrà nascosto, taciuto per la paura, la vergogna, la solitudine”.

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