Animali, la richiesta di Aidaa a Conte: “Vietare per legge i botti di Capodanno”

L'associazione animalista ha scritto una lettera al premier perchè vengano tutelati cani e gatti nella notte di San Silvestro

Si avvicinano le feste, e nonostante la pandemia da Covid 19 Aidaa, associazione animalista, è preoccupata per i botti di capodanno e ha inviato, ieri (25 novembre), una lettera al premier Giuseppe Conte.

Aidaa, associazione italiana difesa animali ed ambiente che da diversi anni lotta per l’abolizione dei botti di capodanno chiede che anche l’Italia proibisca attraverso l’introduzione della normativa nel prossimo dpcm i botti di capodanno nella notte di San Silvestro, tra il 31 dicembre 2020 ed il primo gennaio 2021.

“Come lei certo saprà ogni anno i botti di capodanno ed i fuochi d’artificio legali ed illegali esplosi nella notte di San Silvestro provocano ogni anno centinaia di feriti e sono causa spesso anche della perdita della vita di qualche persona – scrive  l’associazione nella missiva al capo del governo -. Secondo i dati riportati dall’agenzia Ansa durante la notte di capodanno del 2020 mori una persona mentre furono 204 i feriti in tutta Italia senza contare le migliaia di persone anziane e cardiopatiche che stanno male a causa di questa vecchia e stupida usanza.  Dati ai quali si sommano quelli delle migliaia di animali che soffrono ed alcuni dei quali muoiono per questo fenomeno che mette in particolare pericolo cani e gatti anziani, senza contare quelli che trovano la morte in quanto in fuga per paura”.

“Aidaa –  prosegue poi la lettera ricordando la situazione grave in cui versano in questo periodo i pronto soccorsi e che forse non è il caso che in quella nottata si intasino ulteriormente come avviene ogni anno – chiede al premier di vietare i botti di capodanno. Crediamo sia giunto il momento di dire basta a questa pratica, cosi come gia fatto da altre nazioni europee, Francia in testa, e vietare per legge inserendo il divieto assoluto dei botti di capodanno  nel prossimo decreto del presidente del consiglio dei ministri”.

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