Soddisfazione per le iniziative di Città delle donne: “Avanti con l’informazione contro la violenza di genere”

L'associazione: "Le celebrazioni del 25 novembre si sono concluse, ma non questo fenomeno"

“In questi mesi di emergenza Covid, tra lockdown e aree variopinte, quello che è emerso con tutta evidenza è che la violenza sulle donne non è cessata, anzi le cronache quotidiane ci riportano un continuo succedersi di femminicidi, stupri e azioni a danno delle donne, soprattutto in famiglia, tra le ‘sicure’ pareti domestiche”.

Apre così la nota di Città delle donne di Lucca a pochi giorni dalle celebrazioni della Giornata contro la violenza di genere: “Le celebrazioni del 25 novembre si sono concluse – si legge – ma altrettanto non può dirsi per questo fenomeno endemico, che colpisce ogni classe sociale, ogni categoria, senza distinguere tra reddito, cultura e professioni”.

“Nei mesi scorsi – prosegue Città delle donne – la nostra associazione, da sempre attiva sul fronte della sensibilizzazione contro la disparità di genere e la violenza di qualsiasi natura sulle donne, si è fatta portavoce, insieme a tante donne del nostro territorio, di varie iniziative. Ricordiamo tra tutte la sottoscrizione della lettera appello Mascherina 1522, che, diffusa a livello nazionale, solo a Lucca e provincia ha raccolto oltre 200 firme, grazie alle tante associazioni da noi coinvolte: con tale appello chiedevamo che fosse possibile attivare un canale informativo nelle farmacie, uno dei pochissimi presidi attivi in fase di lockdown, per dare indicazioni utili alle donne vittime di violenza, al fine di agevolare il percorso di denuncia e di liberazione dal giogo cui erano sottoposte”.

“Ci fa oggi enormemente piacere sapere che sul nostro territorio il presidente dell’Ordine dei farmacisti della Provincia di Lucca Salvatore Ingrosso, che ringraziamo, abbia dichiarato che quasi tutte le farmacie della nostra provincia abbiano inserito negli scontrini il numero 1522, così da aiutare le donne vittime di violenza, come primo passo verso un coinvolgimento nella rete antiviolenza, anche attraverso percorsi di formazione per il personale delle farmacie. È un primo segnale importantissimo – conclude l’associazione – nel segno della consapevolezza e della solidarietà, perché spesso, da sole, dalla violenza non si riesce ad uscire, se invece la società tutta ci dà una mano, un giorno potremo mettere veramente la parola fine a questo incubo che dura ormai da troppo tempo”.

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