Attacco in Congo, Padre Rinaldi: “L’Italia perde un uomo di un interesse umanitario senza eguali”

Il missionario saveriano commenta l'uccisione dell'ambasciatore italiano Luca Attanasio: "Sono senza parole"

L’Italia oggi perde un uomo di un interesse umanitario senza eguali. Una persona semplice che ha lavorato tantissimo per il progresso del Congo”. Sono state queste le prime parole di Padre Pietro Rinaldi, ancora sotto shock per la notizia dell’uccisione dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio e del carabiniere della sua scorta Vittorio Iacovacci durante un attacco a un convoglio delle Nazioni Unite nel Congo orientale.

“Ho conosciuto Luca appena arrivato in Congo – ricorda il missionario saveriano originario di San Cassiano a Vico che ha trascorso gran parte della sua vita in Africa -. Ero stato io stesso a consigliarli di venire a visitarci all’est, dove in maggioranza sono missionari e missionarie. Era un uomo di un interesse umanitario senza eguali che ha lavorato tantissimo per organizzare degli aiuti internazionali per il progresso del Congo. Era venuto nel 2018 da noi missionari saveriani a Bukavu dove avevamo saputo che sarebbe stato papà di due gemelline e io stesso gli avevo fatto dei regali tipici di una tribù locale per i papà e le mamme dei gemelli, come riconoscimento per il suo grande interesse. Negli ultimi tempi era andato in una zona delicata e pericolosissima a nord del Lago Kivu per conoscere quelle realtà. Siamo desolati per questa perdita. L’Italia ha perso un grande uomo che ha rappresentato il nostro paese con onore, le mie più sentite condoglianze a tutta la famiglia”.

Nella voce di Padre Pietro c’è però anche un po’ di amarezza per l’inadeguatezza delle misure di protezione affidate all’ambasciatore italiano nel corso della sua missione. “E’ stato mandato là con una sicurezza minimale – aggiunge il missionario saveriano, attualmente in incarico a Como -. Non capisco come il presidente del Congo abbia potuto commettere un errore così grande nel non prevedere misure di protezione adeguate a questa missione. Sono zone pericolose, piene di ribelli pronti ad assaltare i convogli di italiani per ricavarne dei soldi e a farne le spese oggi è stato un uomo così semplice e grande”.

Anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha commentato la tragica notizia. “Ho appreso con sgomento della morte dell’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio e del giovane militare dei Carabinieri, uccisi nel corso di un attacco al covoglio Onu, a Goma – afferma Giani -. Sono morti da servitori della patria mentre stavano compiendo il loro dovere in quella tormentata regione dell’Africa. Auspico che sia fatta luce al più presto sulla dinamica dell’aggressione e sono vicino ai familiari delle due vittime cui voglio far arrivare il profondo e sincero cordoglio mio e della giunta regionale”.

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